Oltre 200 reperti del periodo romano in casa, denunciati due "tombaroli" di Codroipo

I soggetti, di 30 e 35 anni, sono stati individuati dai carabinieri. Non si sa ancora quale sia la provenienza esatta del materiale che hanno trafugato

Nel nostro paese tutte le antichità sono tutelate dalla legge, siano esse note o anche ignote (perché sotto terra o in mezzo al mare), e pertanto l'impossessamento abusivo da parte di chiunque costituisce un reato. In particolare l'articolo 826 del codice civile individua fra il “Patrimonio indisponibile dello Stato”: "le cose di interesse storico, archeologico, paletnologico, paleontologico e artistico, da chiunque e in qualunque modo ritrovate nel sottosuolo".

La disciplina non dev’essere stata chiara per due codroipesi - uno di 35 e l’altro di 30 anni - appassionati “tombaroli”, cioè attivi nel campo del recupero di reperti archeologici, ovviamente fuorilegge. Le indagini sulla coppia sono partite da una segnalazione di un cittadino, che li ha visti confabulare nella sera tra giovedì e venerdì in un’area periferica di Codroipo dopo che erano arrivati lì con le loro automobili. A destare i sospetti di chi ha avvertito i militari il fatto che in mano avessero un oggetto - rivelatosi poi un metal detector - che da lontano e al buio poteva sembrare un piccone o una mazza utile per lo scasso. 

Una volta sul posto la pattuglia ha sentito i soggetti (entrambi incensurati), che stavano per svignarsela, ricevendo rassicurazioni sul fatto che fossero solamente appassionati di oggetti metallici. Gli uomini dell’Arma hanno congelato la situazione, e allo stesso tempo chiesto l’aiuto del Nucleo carabinieri tutela patrimonio culturale di Venezia, che ha inviato i suoi uomini per un sopralluogo. Da lì a poco è arrivato anche il decreto della magistratura che ha disposto la perquisizione - nella mattina di sabato - nelle case dei due. I militari della stazione di Campoformido, assieme a quelli di Codroipo e in collaborazione con il reparto veneto, nell’abitazione del 35enne hanno rinvenuto oltre 200 reperti risalenti all’epoca romana, più altri oggetti di epoca successiva. In totale 237 “pezzi” - alcuni esposti nella conferenza stampa relativa all'operazione, dove ha parlato il maggiore Alberto Granà -, per la maggior parte di pietra, che evidenziano una vera e propria attività di ricerca seriale. Non si sa esattamente da dove provenga il materiale, che nel frattempo è stato sequestrato.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Piano cottura a induzione: come funziona e quali sono i vantaggi?

  • La "speranza per Maria" si è spenta in maniera tragica

  • Minorenne al volante per un giro con sette amici si schianta e muore a 15 anni

  • Incidente all'alba, muore una mamma mentre accompagna la figlia a scuola

  • Taylor Mega ubriaca in diretta tv: "sono friulana, l'alcol dovrei reggerlo"

  • Incidente mortale, grave una 25enne barista a Lignano

Torna su
UdineToday è in caricamento