Triatleta corre 16 km in giardino «per le persone in prima linea per la nostra salute»

Sono tanti gli sportivi colpiti dalle restrizioni che si sono inventati metodi alternativi per tenersi in forma, trovando anche un modo per fare beneficenza: ieri si è svolta la gara virtuale "Tor des Hamsters" le cui iscrizioni sono state devolute alla Protezione Civile

Il percorso di 16 km nel giardino di casa

La nuova frontiera dell'intolleranza, come ben sappiamo, si è spostata recentemente ai danni dei runner. Veri o dell'ultima ora che siano, i corridori e, più in generale, le persone che in questo periodo avevano deciso di dedicare un po' del loro tempo alla corsa all'aria aperta si sono ritrovati loro malgrado al centro di attenzioni non desiderate. Tanto che, almeno nella nostra regione, l'attività fisica anche in solitaria è stata espressamente negata dal governatore regionale Fedriga

Le soluzioni

Chi è fortunato ha il cortile. Gli altri si devono arrangiare. Qualcuno che abita in paese fa su e giù lungo la strada di casa, percorrendo decine di chilometri avanti e indietro e forse proprio da queste esperienze è nata l'idea di organizzare una corsa alla quale ognuno poteva partecipare da casa sua, versando una quota di partecipazione simbolica da destinare alla Protezione Civile. "Tor des Hamsters", questo il nome scelto: corsa dei criceti. 

Tor des Hamsters

L'idea è di Stefano Gregoretti, ultramaratoneta estremo con un sacco di seguaci sui social. Lui come tutti si è trovato privato dei suoi spazi, ma non si è arreso e, coerentemente con l'indole da ironman, ha pensato a un'alternativa che unisse spirito di adattamento a beneficenza. Ieri, domenica 29 marzo, sportivi di tutta Italia si sono dati un appuntamento virtuale registrando una qualsiasi attività tra le proprie mura domestiche, simulando una gara la cui iscrizione simbolica si è tramutata in una donazione alla Protezione Civile.

Corsa attorno a casa, oppure su un tapis roulant, salto della corda, piegamenti, flessioni, addominali, in cortile o in mezzo al salotto… non è che siano proprio le cose più utili del mondo, diciamocelo… ma in questo momento è utile farlo per mantenere un minimo di allenamento e soprattutto lucidità. Anche in questo momento ricordiamo che il movimento fa sempre bene, e lo dobbiamo fare in casa, per noi stessi e per gli altri. Dura però senza una gara…

MA… Visto che non c’è nessuna gara, perché non organizzarne una noi?
Una gara a km zero, tutti insieme, ognuno a casa propria.
Una gara dove ognuno definisce il proprio obiettivo.
Una gara senza podio, una gara dove se partecipi vinci per davvero!
Una gara dove mostriamo la forza e la positività di noi sportivi.
Una gara dove dimostriamo a noi stessi che con poco possiamo renderci utili supportando chi è direttamente in prima linea.

La corsa di Lucio

Ovviamente anche in regione ci sono state molte adesioni, perché anche in Friuli Venezia Giulia ci sono tanti sportivi colpiti dalle restrizioni. La maggior parte di questi non si è persa d'animo è ha trovato delle soluzioni tarate sulle proprie possibilità. Uno di questi è Lucio Maurigh, triatleta che ha festeggiato 40 anni in questi giorni, che ci racconta come sta vivendo la sua quarantena in una frazione del Comune di Pavia di Udine. 

«La vita in quarantena qui in paese è ancora falsata dalla realtà perché viviamo in spazi più ampi, con un giardino e con la mancanza di traffico. Non possiamo né dobbiamo lamentarci, quel che facciamo è stringere i denti. A maggio, assieme ad alcuni compagni della squadra di triathlon di cui faccio parte, l'Asd Quadra, avrei tentato il mio primo Ironman ma tutto il circuito è stato sospeso e la gara rimandata al 2021.La preparazione continua comunque per non vanificare i 6 mesi di lavoro svolti tra piscina, running e ciclismo,solo che lo faccio in casa sostituendo il nuoto con esercizi specifici per spalle e gambe, la bici con i rulli indoor e la corsa appunto attorno al mio perimetro che, a differenza di molti altri, è di ben 200 metri!».

Anche Lucio ha così deciso di partecipare alla Tor des Hamster, con un circuito che ha previsto 1000 metri di dislivello di ciclismo indoor, portato a termine scalando virtualmente l'Alpe D' Huez «con l'aiuto del grande Gianni De Clara e l'amico Andrea Patroncino», poi sono scattati 16 km attorno a casa assieme al fratello Matteo, «compiendo 73 giri da 220 metri con sottofondo anche l'immancabile musica degli Iron Maiden».

«Il nostro non è un vero sacrificio se penso a tutte le persone che ogni giorno sono in prima linea per la nostra salute e a loro vanno i miei più sentito ringraziamenti di cuore».

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