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La presentazione dell'operazione. Da sinistra verso destra Passarotto, Del Piano, Buonocore, Barbieri e Bonometti

La presentazione dell'operazione. Da sinistra verso destra Passarotto, Del Piano, Buonocore, Barbieri e Bonometti

Tolmezzo: volevano evadere dal carcere sequestrando un elicottero

Protagonisti della vicenda due cittadini italiani, di 49 e 34 anni, detenuti all'interno della struttura carnica di massima sicurezza. Si avvalevano dell'aiuto di un agente di Polizia penitenziaria

Stavano progettando un'evasione in elicottero: il programma prevedeva di noleggiare il mezzo, per poi sequestrarlo assieme al pilota, sorvolare il penitenziario durante l'ora d'aria, recuperare due detenuti e andarsene. I protagonisti della fuga avrebbero dovuto essere due dei 270 "ospiti" italiani della struttura di massima sicurezza carnica, il 49enne M.A. e il 34enne V.S.C., che si sono conosciuti durante il periodo di pena.

M.A. si trovava ristretto in stato di isolamento, e stava scontando una condanna per tentato omicidio, sequestro di persona, rapina aggravata, traffico di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di armi. V.S.C. si trovava in carcere per omicidio.

L'operazione, denominata "Escape", e le indagini hanno preso il via da controlli in ordine ad un traffico di hashish destinato all’interno della Casa Circondariale di Tolmezzo, che ha coinvolto un agente di Polizia penitenziaria, nei confronti del quale è stata disposta la sospensione dal pubblico ufficio.

Tramite l'agente corrotto, oltre alla droga - hashish -, che in carcere veniva utilizzata sia come strumento di corruzione che di "soddisfazione personale", erano state introdotte all'interno della struttura anche armi bianche, nello specifico due coltelli a serramanico, in due distinte occasioni, il 4 ottobre e il 17 dicembre 2012.

Dagli approfondimenti sulla questione si è scoperto un vero e proprio sistema organizzativo, indirizzato alla "liberazione" dei due soggetti indicati, che coinvolgeva diverse persone in stato di libertà.

Tutta l'indagine è stato coordinata dalla Procura di Tolmezzo per mano del Dottor Giancarlo Buonocore, e ha visto come parti attive i carabinieri del ROS, altri comandi dell'Arma e la stessa Polizia penitenziaria. Il quadro completo della vicenda è stato tracciato al Comando provinciale dei carabinieri, alla presenza dello stesso dottor Buonocore, del comandante provinciale colonnello Roberto Del Piano, del capitano Gabriele Passarotto dei ROS di Udine, del capitano Mauro Bonometti dei carabinieri di Tolmezzo e del commissario della Polizia penitenziaria Raffaele Barbieri.

Quattro cittadini italiani sono stati copiti da provvedimento cautelare, indagati a vario titolo per tentata evasione, corruzione e traffico di sostanze stupefacenti ed armi. In particolare, due degli indagati sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, due da un provvedimento di obbligo di dimora. Tra i conivolti in manidera diretta anche il fratello di M.A., R.A., protagonista delle occasioni in cui all'agente di Polizia penitenziaria connivente veniva consegnato lo stupefacente.

Contestualmente, sono state eseguite 12 perquisizioni domiciliari nei confronti di altrettanti indagati a piede libero, costituenti la base logistica "esterna".


 


 

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