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Tagli indebiti sulle pensioni, 2.000 i casi in regione

A livello nazionale sono stati coinvolti circa 100mila trattamenti. Lo Spi-Cgil: “Assistenza nelle nostre sedi”

Sono centomila a livello nazionale i pensionati, titolari di trattamenti mensili compresi tra i 1.500 e i 3.000 euro circa, che hanno subito tagli indebiti alla pensione di gennaio a causa di un errore informatico dell’Inps nel calcolo dei nuovi importi da pagare nel 2020.

A chiarirlo è stato lo stesso istituto, in un’informativa inviata ieri alle segreterie nazionali dei sindacati pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil. Nell’informativa l’Inps precisa anche che le correzioni e i relativi risarcimenti saranno operati con il pagamento di febbraio, con l’immediato ripristino degli importi 2020 correttamente ricalcolati e la restituzione di quanto indebitamente detratto a gennaio, sia in termini di pagamento mensile sia a titolo di recupero (non dovuto) sugli importi pagati nel 2019. Gli assegni penalizzati, che secondo le stime dello Spi-Cgil dovrebbero essere circa 2.000 in regione, su un totale nazionale di 100mila “vittime” degli errati calcoli, verranno pertanto autonomamente ripristinati dall’Inps nazionale.

«Potrebbe però risultare opportuno – precisa il segretario regionale dello Spi-Cgil Roberto Treusegnalare comunque l’eventuale detrazione subita alle sedi territoriali dell’Inps, che possono procedere al ricalcolo delle pensioni anche autonomamente, senza attendere i nuovi tabulati che l’Inps sta predisponendo a livello nazionale. Per attivarsi in tal senso ci si può rivolgere anche alle sedi del sindacato pensionati (orari e recapiti sul sito spi.cgilfvg.it), che sono a disposizione per le opportune verifiche non solo riguardo ai pagamenti di gennaio, ma anche per altre eventuali anomalie riscontrate sulle pensioni percepite. Da oltre due anni, infatti, lo Spi del Friuli Venezia Giulia e il patronato Inca Cgil hanno attivato un servizio di verifica sulle pensioni, che ha consentito a centinaia di pensionati della nostra regione di recuperare somme anche ingenti che non erano state loro riconosciute per errori o ritardi nell’aggiornamento delle posizioni pensionistiche».

Quanto accaduto, rileva infine Treu, «conferma in ogni caso l’urgenza di un piano straordinario di assunzioni mirato a rafforzare, sia a livello nazionale che sul territorio, gli organici dell’Inps, in forte sofferenza per dieci anni di mancata copertura del turnover e sempre meno in grado di soddisfare una domanda crescente di servizi, cui non si può rispondere soltanto spingendo sul pedale della digitalizzazione, in particolare nei confronti degli utenti più anziani».

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