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I suini esistevano in Friuli da 2000 anni prima di quanto si pensava

La scoperta, pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica Scientific Reports - Nature, ha analizzato il Dna dei resti degli antichi suini friulani ritrovati nel sito preistorico “Il Riparo di Biarzo”, nelle valli del Natisone

I suini addomesticati non sono arrivati in Europa dal Vicino e Medio Oriente, come si credeva fino ad ora, ma potrebbero essere stati presenti nel vecchio continente ben 2000 anni prima. La scoperta, pubblicata questo mese sulla rivista internazionale Scientific Reports, del prestigioso gruppo editoriale Nature Publishing group, parte proprio dal Friuli dove sono state condotte delle ricerche su numerosi campioni faunistici provenienti da un sito preistorico pluristratificato, il Riparo di Biarzo, nelle Valli del Natisone. Dall’analisi effettuata si è dimostrato quindi che le sequenze genetiche precedentemente associate all’arrivo durante il Neolitico dei maiali domesticati nel Vicino Oriente, erano in realtà già presenti in Friuli ben più di 2000 anni prima dello sviluppo della cultura neolitica, e che cambiamenti repentini delle caratteristiche genetiche di questi animali possono essere avvenuti nel passato indipendentemente dall’azione dell’uomo.

Il sito, che è stato scavato molti anni fa dall’Università di Ferrara e dal Museo Friulano di Storia Naturale di Udine, è stato sottoposto negli ultimi anni a numerosi approfondimenti che hanno permesso di chiarire molti punti della preistoria del territorio friulano e non solo.

Lo studio genetico dei campioni di cinghiale di riparo Biarzo è stato coordinato da Martina Lari, ricercatore in Antropologia presso il Dipartimento di Biologia dell’Università di Firenze, e da Giorgio Bertorelle, professore associato di Genetica presso il Dipartimento di Scienze della Vita e Biotecnologie dell’Università di Ferrara. Lo studio archeozoologico e tafonomico dell’insieme faunistico di riparo Biarzo è stato coordinato da Matteo Romandini, Assegnista di ricerca della Sezione di Scienze Preistoriche e Antropologiche del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Ferrara, e l’inquadramento cronologico culturale dei campioni da Paola Visentini, Sezione Paletnologica e Antropologica dei Civici Musei del Comune di Udine.

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