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Cronaca Pradamano

Tre studenti di legge friulani sfidano i colleghi di Harvard e Cambridge

Bianca Almacolle, Marta Mesaglio e Marco Buffon fanno parte del team che l'Università di Trieste ha selezionato per partecipare alla “Willem C. Vis International Commercial Arbitration Moot", una delle competizioni più prestigiose al mondo nell'ambito dell'arbitrato commerciale internazionale

La “Willem C. Vis International Commercial Arbitration Moot”, tra le competizioni per studenti di giurisprudenza più prestigiose al mondo, vedrà concorrere tre ragazzi friulani: Bianca Almacolle, classe 1996 di Pradamano, la cividalese del 1993 Marta Mesaglio e Marco Buffon, nato nel 1995, di Palazzolo dello Stella. Il trio fa parte della squadra che rappresenterà nella “gara” l’Università degli Studi di Trieste, unico tra i piccoli atenei italiani a partecipare assieme a Verona. In concorso ci sono “pezzi grossi” come Cambridge e Harvard. Gli altri componenti della squadra sono Andrej Zerial, 1994, di Duino, Donatella Casaburo - 1995 - di Sciacca (Ag) e Margherita Buccilli, nata nel 1994, di Torre di Mosto (Ve). 

La competizione 

È la quarta volta consecutiva che l’ateneo giuliano partecipa alla “Willem C. Vis Moot”. Si tratta di una simulazione processuale in ambito di arbitrato commerciale internazionale, arrivata alla 26esima edizione.Il team è stato selezionato vagliando le candidature proposte al professor Mauro Bussani, docente di Diritto privato comparato. Gli studenti sono stati scelti in base ai loro meriti accademici e alle esperienze extracurriculari, specialmente in ambito internazionale. Il requisito fondamentale per far parte del gruppo era la buona conoscenza della lingua inglese.

La gara

«Il percorso - ci spiega Bianca Almacolle - inizia con la redazione e lo scambio di memorie difensive durante l'autunno, ma l'appuntamento principale è a Vienna: qui, dall'11 al 18 aprile 2019, avrà luogo la fase orale, durante la quale avremo modo di testare le nostre capacità e confrontarci con gli avversari, nostri coetanei. L'obiettivo a lungo termine è rientrare tra i primi 64 (su un totale di oltre 350 squadre), ovvero tra coloro che passano alla fase successiva - quella decisiva - della competizione, che si terrà sempre a Vienna. Il miglior risultato finora ottenuto dalla nostra squadra nelle passate edizioni è stato il 120esimo posto due edizioni fa».

Da sinistra verso destra Bianca Almacolle, Matteo Buffon e Marta Mesaglio

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L’allenamento

«La nostra è una piccola università - racconta Almacolle -, e il nostro team può contare su risorse limitate, ma stiamo cercando di alimentare un circolo virtuoso tra le aziende e gli studi legali del nostro territorio. Abbiamo infatti avviato una campagna di crowd-funding, i cui risultati ci permetteranno di partecipare alle pre-Moot, ovvero alle simulazioni della competizione vera e propria che si terranno tra gennaio ed aprile in città di tutto il mondo, durante le quali avremo la possibilità di allenare le nostre abilità oratorie e la capacità di formulare risposte e sollevare questioni nel confronto con gli avversari, davanti a giurie composte da avvocati e giuristi del settore».

La scelta

Bianca, come i suoi compagni, ha le idee chiare sul futuro e sulle scelte fatte. «Alla base della nostra scelta di iscriverci a giurisprudenza, nonostante in molti - professionisti e non - sconsiglino tale percorso possiamo individuare delle motivazioni comuni: crediamo infatti che le classiche professioni forensi si stiano adattando ad uno scenario globalizzato e ad un mercato del lavoro internazionale; che sia possibile affermare che gli studi giuridici aprono ancora molte porte e prospettive sul mondo del lavoro garantendo allo stesso tempo una solida formazione di base; che giurisprudenza non voglia dire solo avvocato, magistrato, notaio, ma che siano moltissime le professioni nel mondo delle imprese, nelle istituzioni europee, tra le cariche istituzionali e le forze dell'ordine a cui è possibile accedere con questo titolo di studio. La recente crisi ha reso oggi in Italia più cupe le prospettive di lavoro in ogni campo, ma seguire la nostra passione per il diritto è una sfida che abbiamo scelto di accettare».

Confronto

«Il valore principale di questa incredibile esperienza resta l'opportunità di entrare in contatto, a prescindere dal risultato finale, con professionisti da tutto il mondo e con un contesto internazionale a cui poter adattare le nostre prospettive e in cui essere protagonisti. La possibilità di metterci in gioco davanti ad un caso pratico e di poter testare la nostra capacità di argomentare in un’altra lingua le nostre tesi davanti a una giuria così prestigiosa costituisce per noi un'opportunità unica, per la quale siamo profondamente riconoscenti alla nostra Università e a quanti, con il loro sostegno - chiude Almacolle -, hanno reso e renderanno questa avventura possibile».
 

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