Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Nuda sul web, brutta storia per una studentessa minorenne

Le immagini della ragazza udinese hanno iniziato a girare nei mesi scorsi sugli smartphone, arrivando inevitabilmente anche on-line

Finisce nuda sul web e la notizia si diffonde immediatamente in città. Foto che avrebbero dovuto restare private vengono invece diffuse on-line, dando il via a una escalation di visualizzazioni impossibile da arrestare. L'episodio è stato segnalato da Il Gazzettino.

Una sequenza di foto che si vorrebbero riservate all’intimità e che invece diventano pubbliche, scatenando discussioni su internet. Il caso di quelle immagini, che ritraggono una minorenne, studentessa in una scuola friulana, è esploso nei giorni scorsi. La voce è giunta anche alle orecchie dei rappresentanti di istituto. «Sono sinceramente dispiaciuto - dice uno di loro - per questa vicenda. Non pensavo che la mente di qualcuno potesse arrivare a questo livello. Era già grave quando le foto giravano per qualche cellulare nei mesi scorsi, arrivare a pubblicare immagini del genere su internet è ancora peggio. Da quanto abbiamo saputo, sarebbero state terze persone a metterle in rete». Il rappresentante spiega che «abbiamo cercato di contattare la ragazza via sms, ma finora non è stato possibile.

Se faremo qualcosa? Non è che si possa fare molto. Siamo tentennanti. Più ne parliamo, peggio è. Ormai lo sa quasi tutta la scuola». Il preside si limita a fare un commento di carattere generale, rilevando che sul caso di specie «non posso in alcun modo fare commenti su una situazione che non si è determinata a scuola». «Un ragazzo - nota il dirigente - può usare su internet la propria immagine o quelle altrui e chiaramente ha comunque una responsabilità, ma loro spesso non ne sono consapevoli. Molti adolescenti usano la pubblicazione di immagini come se fosse una cosa slegata da qualunque responsabilità legale, ma così non è. Naturalmente, fino a quando sono minori, ne rispondono i loro genitori. Se, invece, sono maggiorenni, hanno una responsabilità più grossa, perché si ritiene che abbiano una capacità di discernimento». E prosegue: «Mi riferisco a concetti generali perché abbiamo affrontato altre volte il problema dell’uso delle immagini e delle dichiarazioni di compagni e professori. Il consiglio che do sempre ai genitori è di valutare bene che tipo di strumenti mettono in mano ai figli». Il preside pensa di parlare con la ragazza dopo questa brutta storia? «Assolutamente no - risponde -. Non sono fatti accaduti a scuola, ma in un ambito su cui non ho giurisdizione. È un problema che riguarda i genitori».

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