Latterie Friulane: la Cgil revoca lo sciopero per non danneggiare gli allevatori

I dipendenti di Campoformido tornano alla normale attività per evitare di danneggiare gli allevatori, nella speranza di non esacerbare gli animi e di trovare un accordo a pochi giorni dell'incontro decisivo di Roma

Ieri pomeriggio la Cgil ha accolto le richieste degli allevatori. Ha deciso di revocare lo sciopero "per senso di responsabilità nei confronti dei soci conferitori", ha dichiarato Fabrizio Morocutti, segretario di Flai Cgil Udine.

A pochi giorni quindi dall'incontro di Roma, dove in sede ministeriale si firmerà la cassa integrazione straordinaria per i 104 dipendenti in esubero previsti dal piano di Granarolo , su un totale di 182, la Cigil ha deciso di far rientrare la protesta. "Permangono però le nostre posizioni sul 'no' alla chiusura dei reparti annunciata dal piano Granarolo", spiega ancora il segretario della Cgil. Questa decisione serve inoltre a non esacerbare gli animi, dopo che la tensione di questi giorni è sfociata in alcuni atti vandalici come quello della scorsa notte a Monfalcone, dove ignoti hanno tagliato una dozzina di pneumatici ad un camion di un'azienda privata che distribuisce i prodotti di Latterie Friulane. L'atto vandalico ha impedito così l'uscita di altri mezzi dal deposito e quindi a circa 150 clienti di Latterie di ricevere la quotidiana fornitura di latte e derivati. Sul fatto ora stanno indagando la polizia e i carabinieri di Monfalcone. A questo gesto, si sommano le minacce di morte ricevute da un sindacalista e altri spiacevoli episodi denunciati nei giorni scorsi dal presidente della Coop, roberto Rossi.

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Ora, però, la possibilità di una messa in liquidazione per la cooperativa di Campoformido non sembra così scontata; in particolar modo se l'ipotesi Granarolo dovesse saltare. La revoca dello sciopero infatti non sembra aver inciso sulle decisioni del Cda della Cooperativa, che proprio ieri sera ha chiesto di trovare una collocazione diversa al suo latte, dove poi venga lavorato e trasformato. Ovvero vendere il latte ad aziende terze.

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