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"Stop alle bombe sui civili", l'Associazione nazionale vittime vivili di guerra a Udine

Tappa il 16 febbraio all’Istituto Malignani

Si chiama “Stop bombing town and cities”, è la campagna lanciata dall’International Network on Explosive Weapons per sensibilizzare le Nazioni e gli organismi sopranazionali al fine di ridurre in modo significativo le sofferenze prodotte dai bombardamenti sui centri abitati. È vero che esistono importanti trattati internazionali che limitano l’uso di certe armi, quali per esempio le mine antiuomo e le bombe a grappolo, ma è pur vero che non tutte le Nazioni li hanno sottoscritti, e oltretutto riguardano solo indirettamente la protezione dei civili nelle aree densamente popolate. Sembra incredibile, ma nel diritto internazionale attualmente non esistono regole generali che riguardino in modo specifico i bombardamenti sulle aree densamente popolate. Alla campagna dell’INEW ha aderito, in Italia, l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra. Con lo slogan “Stop alle bombe sui civili” l’ANVCG sta quindi portando avanti sul territorio una serie di azioni conoscitive affinché, tra le altre cose, siano garantiti il pieno rispetto dei diritti delle vittime e dei sopravvissuti e soprattutto affinché siano individuati dei principi universalmente accettati per proibire o limitare l’uso di armi esplosive nelle aree densamente popolate.

Dopo l’evento nazionale a Roma il 1° febbraio, in occasione della Giornata in Memoria delle Vittime Civili delle guerre e dei conflitti nel mondo, dopo la marcia non competitiva a Bari dell’11 febbraio, “Stop alle bombe sui civili” ha fatto tappa il 16 febbraio a Udine, all’Istituto Malignani. Nell’Aula Magna colma di studenti e docenti, è stato il dirigente scolastico professor Andrea Carletti ad aprire i lavori. Adriana Geretto, presidente provinciale dell’ANVCG, ha illustrato le ragioni non banali che hanno spinto l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra a voler aderire alla campagna internazionale. Alla presenza dell’assessore alla Cultura e Politiche Sociali Federico Pirone sono stati consegnati gli attestati di merito ai ragazzi che hanno partecipato al concorso: “La vita è un capolavoro, la guerra un folle salto nel buio”, organizzato dall’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra in collaborazione con il MIUR. Proprio dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca è stata approvata la campagna dell’ANVCG intitolata "Conoscere per Ri-Conoscere", portata avanti dal Dipartimento Ordigni Inesplosi. Grazie alla visione di foto, slide, video e dal racconto di professionisti della bonifica bellica, gli studenti dell’Istituto Malignani hanno potuto comprendere i pericoli che ancora oggi rappresentano i residuati bellici della Prima e Seconda Guerra Mondiale e come comportarsi in caso di ritrovamento. Perché la guerra, purtroppo, non finisce mai con la firma del trattato di pace. Altro momento toccante della mattinata si è avuto con la testimonianza della dottoressa Ilaria Zamburlini, responsabile di Emergency, organizzazione sempre presente nei territori martoriati quando c’è da dare una mano alle popolazioni. Come ben sanno tutti quelli che si sono trovati in zone di conflitto, sono sempre i civili a pagare le conseguenze più pesanti di una guerra.

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