Stadio Friuli, l'Associazione Comuni Terremotati a Honsell: "Lasci le cose come stanno"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Caro sindaco Honsell,

lo Stadio Friuli è anche Stadio del Friuli.

Nel dargli quel nome gli Amministratori della città di Udine non hanno certamente voluto individuare solo un territorio, ma una storia. Lunga, complessa, esemplare e per molti aspetti eroica.

Anche se non citati negli atti, nel cuore e nella mente di chi decise in tal senso non erano estranei la tragedia del terremoto e i valori messi in campo dal popolo friulano per ritrovare le ragioni del suo futuro.

Il presente ci mette di fronte a scelte altrettanto coerenti. Il Presidente Pozzo, a cui si deve rispetto e gratitudine, parla legittimamente il freddo linguaggio dell’economia. I conti devono tornare. Sempre e comunque. Ne va del futuro della Società.

Ma guai se la politica si riduce a ragioneria, a una partita doppia il cui saldo è solo monetario.Gli Amministratori locali gestiscono valori, sentimenti, sofferenze, bisogni e storie che richiedono una visione ben più ricca di quanto quasi sempre permettono i numeri.

La civiltà di un luogo si misura dal rispetto che ha per se stessa.

Ci permettiamo pertanto chiederLe di non cancellare un tratto di quello che resta della nostra identità.

Lasci le cose come stanno. Stadio Friuli e basta. Ogni aggiunta sarebbe ancora più offensiva dello stesso cambiamento del nome.

Cordiali saluti e auguri di buon lavoro.

Franceschino Barazzutti – presidente onorario dell’Associazione Comuni Terremotati e Sindaci 

                                          della Ricostruzione del Friuli

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