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Gestiva il traffico di hashish pur essendo ai domiciliari

Condotto in carcere un 24enne marocchino conosciuto nell'ambiente criminale come "Stellina"

Nonostante i domiciliari e il braccialetto elettronico ontinuava a gestire - con l’aiuto del suo coinquilino e di un’amica - l’abituale attività di spaccio di stupefacenti. Si tratta di 24enne marocchino, noto nell’ambiente criminale con lo pseudonimo di “Stellina” a causa di un vistoso tatuaggio sullo zigomo. Stellina è stato condotto in carcere - su disposizione del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Udine - per aver violato le condizioni della misura restrittiva ed aver continuato a commettere gravi reati.

L’HASHISH. Nella zona di casa sua infatti - alla periferia di Udine - nascosti sotto una grossa pietra sono stati trovati sei etti di hashish pronti per lo smercio, e di qualità tale - dalle analisi eseguite - da poterne ricavare oltre 2.400 dosi, per un controvalore di circa 20.000 euro. 

IL LEGAME. L’avvio di un’indagine tecnica, particolarmente complicata per l’obbligata permanenza dell’uomo dentro l’appartamento, ha permesso agli uomini della Guardia di Finanza di Udine di acquisire importanti elementi a conferma della riconducibilità della droga al nordafricano e, dall’altro, di appurare come questi, sistematicamente, in violazione delle prescrizioni impostegli dalla sua qualità di arrestato domiciliare, ricevesse persone in casa, anche pregiudicate, e conversasse, con il cellulare del suo coinquilino, con amici e conoscenti.
 

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