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Manda un amico al test per il permesso di soggiorno al posto suo: 9 mesi di reclusione

Un cittadino senegalese aveva organizzato, assieme a un connazionale, l'imbroglio. La cosa però non ha portato gli effetti desiderati

Mandò un connazionale a fare il test d'italiano al posto suo per ottenere il permesso di soggiorno lungo. Permesso ottenuto? No, tanto è vero che  sono finiti entrambi nei guai. Si tratta di due cittadini senegalesi, processati oggi dal Gup del tribunale di Udine - Daniele Faleschini Barnaba - per concorso in false dichiarazioni di generalità a pubblico ufficiale e tentata induzione al falso del pubblico ufficiale nel rilascio del permesso di soggiorno.

Il primo - il 46enne B.A.D., residente a San Giovanni al Natisone - ha patteggiato una pena di 9 mesi di carcere. Il connazionale che si era prestato a sostenere l'esame al suo posto - il 35enne I.S., residente a Udine - è stato invece rinviato a giudizio nel processo che inizierà l'8 gennaio del 2016.

Lo "scambio di persona" era stato scoperto il 22 febbraio del 2014 dalla Polizia. Alcuni agenti dell'ufficio immigrazione della Questura cittadina si erano recati presso la sede della scuola udinese in cui si dovevano sostenere gli esami d'italiano, e si erano accorti che la foto sui documenti non corrispondeva al candidato che li esibiva.

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