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Campi calpestati, ortaggi rubati e coppie che si appartano in auto: anarchia al Cormôr Sud

Rifare i cartelli, ridefinire il percorso e mettere delle staccionate per distinguere il terreno pubblico da quello privato: il Comune di Udine s'interessa al caso del Parco del Cormôr Sud

Esattamente una settimana fa scrivevamo dell'appello lanciato da alcuni agricoltori che possiedono terreni all'interno del Parco del Cormôr Sud. Campi calpestati, sporcizia, frutta e verdura rubata: la situazione negli ultimi mesi, in cui le persone hanno riscoperto la gioia di passeggiate all'interno delle aree verdi comunali, è peggiorata. Dopo il nostro articolo, il Comune di Udine ha deciso di effettuare un sopralluogo e incontrarsi con alcuni dei proprietari che lamentano la situazione. Ieri, venerdì 16 aprile, il vicesindaco Loris Michelini ha trascorso diverse ore all'interno del parco, percorrendo in lungo e in largo i sentieri per rendersi conto della situazione.

«Ci sono tanti problemi, perché il posto è particolare e molto bello. Abbiamo richiesto a Pirzio-Biroli di fare delle schede tecniche divise a zone, in modo che sia possibile richiedere soldi alla regione in vista di una più ampia qualifica dell'area», dichiara Michelini. Nel frattempo, però, le problematiche di inciviltà restano. 
«Durante il sopralluogo alcuni contadini hanno lamentato che le persone vanno lì con i cani che, lasciati liberi, rovinano le colture. A un altro vengono rubati il radicchio e i cachi. A questi intanto abbiamo suggerito che, essendo parco, dovrebbero mettere delle recinzioni verdi, formate da siepi e arbusti che non creano problemi alla paesaggistica», continua Michelini. Ma è facile intuire che per chi è abituato a frequentare la zona considerandola interamente parco pubblico sarà difficile cambiare abitudini. I sentieri comunali sono infatti difficilmente distinguibili da quelli privati usati dai coltivatori per raggiungere le rispettive proprietà. Più di qualcuno, poi, accede al parco con la macchina, ad esempio. «Non si possono mettere le sbarre perché devono passare i trattori, ma mentre facevamo il sopralluogo è arrivato persino un signore su una Jeep che, ignaro, ci ha detto che era venuto a fare un giro con i cani». La questione del parcheggio è delicata perché non ci sono molti posti auto, al limitare del parco. «C'è un terreno che confina con via Cormôr Basso, che pare essere metà edificabile e metà agricolo: sarebbe interessante acquisirlo per fare un parcheggio, ma ovviamente stiamo parlando di ipotesi», dichiara il vicesindaco.

Recinzioni rotte al Parco

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Ma qualcosa il Comune, almeno per il momento, pare intenzionato a fare. «Con il tecnico del Patrimonio stiamo verificando la possibilità di rifare la cartellonistica che risale agli anni Novanta e falsa i percorsi comunali. Il Comune al momento non può acquistare tutti i terreni ma in questa fase possiamo provvedere a rifare i cartelli e i percorsi, così la gente sa che deve fare un certo tragitto e non andare da altre parti. Si possono fare delle piccole staccionate dove c’è la strada comunale, per evidenziare la differenza tra proprietà pubblica e privata. È da fare un progetto, nei punti dove si incontrano con le strade private. Adesso non ci sono riferimenti e quindi le persone si sentono autorizzate ad andare dappertutto».

Come dichiarato dal vicesindaco, uno degli agricoltori che possiede terreni all'interno del parco, si è assunto l'impegno di tenere pulita e ordinata la zona. «Fa anche da "sentinella", ma ha raccontato che più di qualche volta si è visto costretto persino ad aiutare le coppiette che si appartano in auto quando rimangono impantanate per la pioggia». In più c'è il problema delle scorciatoie: «ci sono diverse abitazioni nell'area e molte persone attraversano le proprietà private per "tagliare" la strada, sporcando e lasciando le cacche dei cani. A loro abbiamo detto che per il momento possono mettere dei cartelli di proprietà privata e il Comune si preoccuperà di recintare la parte pubblica», conclude Michelini. 

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