Lo Zanon manifesta per Charlie Hebdo, ma arrivano le critiche

Gli studenti dell'istituto tecnico di piazzale Cavedalis hanno espresso la loro solidarietà - fuori dall'orario scolastico - verso le vittime dell'attentato di Parigi. La cosa però, nemmeno in casi come questi, non è riuscita a mettere tutti d'accordo

Dieci minuti fuori dall’ingresso della scuola - in orario extrascolastico - per manifestare la propria solidarietà in silenzio, per dire no al sangue e alla violenza, al terrore. Gli studenti dell’istituto tecnico Zanon hanno deciso di esprimere così il loro sdegno per quanto successo alla redazione del settimanale satirico francese “Charlie Hebdo”. Una foto di quegli attimi, vissuti giovedì mattina, ci è stata poi inviata da una studentessa, e al momento della pubblicazione sulla nostra fanpage la cosa ha suscitato un dibattito accesso. Molte le attestazioni di approvazione nei confronti dell’iniziativa dei ragazzi, ma diverse anche le opinioni contrarie. Le prime critiche ad arrivare sono state quelle su un presunto sciopero dalle ore di lezione, poi sull’inutilità - a detta chi chi ha commentato - di iniziative del genere. Altre ancora sull’esagerata sensibilità per un evento di questo tipo e sul fatto di trascurare situazioni ugualmente gravi che si verificano in giro per il mondo. A chiarire la posizione degli studenti è così intervenuto Alberto Ciroi, uno dei loro rappresentanti: «Ci sarebbero così tante cose da dire che non finirei più, per questo mi limito a dare una piccola spiegazione ad un paio di persone ignoranti che parlano senza sapere le cose (anche se non ve la devo e anche se forse non meritate il mio tempo). Sono uno dei quattro rappresentanti d'istituto “A. Zanon”, nonché uno degli ideatori di questa piccola manifestazione e sono fiero di esserlo! Quello che è stato fatto oggi è durato una decina di minuti e non ha creato nessun tipo di disagio, e non ha tanto meno influito sul regolare svolgimento delle lezioni. Il significato di questo gesto è semplice ed innocente: abbiamo espresso il nostro sentimento di unione e collaborazione esortando il nostro ripudio verso il terrorismo e verso le barbarie che purtroppo continuano ad avvenire in sempre più ampia misura anche nel mondo occidentale di cui facciamo parte. Tutto questo è stato fatto inoltre in silenzio e in segno di rispetto verso le vittime della strage di Parigi». 

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