Aumentano i contagi in Croazia: Lubiana pensa a toglierla dall'elenco dei paesi "sicuri"

Il virus in Croazia preoccupa la Slovenia: al vaglio l'ipotesi di toglierla dalla lista dei paesi sicuri. Potrebbero esserci ripercussioni anche per il turismo italiano

Il quadro epidemiologico croato sarebbe, secondo il governo sloveno, "preoccupante" e per questo sono al lavoro le diplomazie dei rispettivi paesi. 

I fatti

La Slovenia sarebbe pronta a togliere la Croazia dalla lista dei paesi sicuri: a renderlo noto è Radio Capodistria, storica emittente italiana del Litorale sloveno. "Se la Croazia domani dovesse superare la soglia, cumulativa, di 10 contagiati su 100 mila abitanti - così in un servizio radiofonico - Lubiana sarà costretta a togliere Zagabria dalla lista dei paesi sicuri". Nell'articolo viene riportata la posizione del portavoce dell'esecutivo per l'emergenza CoViD-19, Jelko Kacin. Tuttavia, secondo la Slovenia non ci sarebbero gli estremi per "sconsigliare viaggi in Croazia" bensì solo per invitare alla prudenza i suoi cittadini.

Assembramenti pericolosi

Il problema, sempre secondo quanto riportato da Capodistria, sarebbe il mancato rispetto delle normative molto evidente sia in Slovenia che in Croazia. Assembramenti, feste e raduni infatti sarebbero finiti nel mirino della politica, anche alla luce dell'aumento di contagi registrato da Zagabria sul suolo croato. Critiche feroci sono piovute sulla decisione croata di "aprire completamente alla vita notturna, ai locali e discoteche, ai luoghi della movida estiva negli spazi chiusi e all'aperto senza alcuna restrizione". Secondo Kacin, che ha chiesto a Zagabria di fare un passo indietro, il gesto sarebbe "incomprensibile". I due primi ministri dei rispettivi Paesi sono al lavoro per individuare una soluzione. 

Nuove norme

In conclusione, il governo sloveno ha deciso di "modificare nuovamente la norma antiassembramenti, portando da 500 a 50 il numero di persone presenti in un luogo pubblico", così Radio Capodistria. La decisione sarebbe stata presa per poter arginare il mancato rispetto del distanziamento sociale. Restano in piedi invece le manifestazioni e gli eventi con un massimo di 500 persone. Per poterlo fare, chiude Capodistria, bisognerà ricevere "l'avallo delle autorità sanitarie ovvero dell'Istituto nazionale per la salute pubblica".

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