Sistemi di geolocalizzazione evoluti in Fvg, al 112 più di 2mila chiamate al giorno

Dopo la morte di un ragazzo in Cilento, deceduto prima che arrivassero i soccorsi, l'assessore con delega alla Protezione Civile Riccardo Riccardi difende i sistemi di geolocalizzazione regionali

Un sistema di geolocalizzazione efficiente è alla base di soccorsi immediati. «Il Friuli Venezia Giulia, fra le Regioni che hanno adottato il numero Unico per le Emergenze - NUE 112, si avvale di tre sistemi di geolocalizzazione che possono permettere l'individuazione del punto di chiamata da parte di chi chiede soccorso. Nonostante gli errori possano sempre verificarsi, la situazione è migliorata anche se ancora molto dobbiamo fare».

A parlare è il vicepresidente del Friuli Venezia Giulia con delega alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, a commento della notizia della mancata individuazione di una persona caduta in un crepaccio in una zona impervia del Cilento e deceduta prima dell'arrivo dei soccorsi.

«Le nostre modalità di geolocalizzazione - ha continuato Riccardi - ci hanno permesso di intervenire 533 volte solo nel mese di luglio in casi nei quali l'individuazione del punto di chiamata, con i normali sistemi, risultava inesatta».Nel mese di luglio, al Nue sono state ricevute 2.018 chiamate al giorno, di queste la metà sono state filtrate. All'inizio del mese di agosto si è arrivati, in un solo giorno a superare le 2.800 chiamate.

La tecnologia comunemente utilizzata individua la cella telefonica dalla quale arriva la chiamata: questo solo nelle regioni che come il Friuli Venezia Giulia hanno attivato il NUE 112. Nelle zone impervie, però, dove la copertura della singola cella può raggiungere parecchie decine di chilometri quadrati questa soluzione può risultare non sufficiente.

L'App che localizza

Il secondo sistema di geolocalizzazione è una app che si scarica gratuitamente sul telefonino e si chiama "Where are U": il solo avvio dell'applicativo permette la trasmissione dati e quindi la localizzazione automatica dell'utente. Nonostante la sua semplicità e gratuità è scaricata poco dagli utenti: lo dimostrano le 60 chiamate al mese che arrivano attraverso di essa al NUE 112, a fronte delle oltre 1000 per effettive emergenze e 2000 totali. La app è molto precisa: per essere individuati è sufficiente la chiamata. Da rilevare che questa app permette anche chiamate "mute": ad esempio nei casi in cui non si può parlare invia ugualmente un segnale di pericolo alla centrale
individuando il chiamante e la sua posizione.

Un altro sistema

Infine il terzo sistema di geolocalizzazione si chiama FlagMii e funziona in maniera semplice e intuitiva: all'utente che ha chiamato il 112, viene inviato un SMS la cui sola apertura dà avvio all'autorizzazione formale del trattamento dei dati personali e invia automaticamente i dati necessari alla sua geolocalizzazione con precisione dell'ordine di qualche metro. Condizione per il funzionamento di FlagMii è che sul cellulare siano attivi fonia e dati mobili.

"In futuro, per situazioni eccezionali, a tutela di escursionisti, alpinisti e di coloro che si recano in zone particolarmente impervie - ha concluso Riccardi - stiamo pensando a ulteriori protocolli e tecnologie di geolocalizzazione dotate di servo accelerometro che si attiva automaticamente nel caso in cui chi lo porta subisca un'accelerazione o una decelerazione superiori a valori normali. Potrebbero essere degli strumenti da distribuire anche nei rifugi o alberghi per dotare chi va in montagna di un ulteriore elemento di tutela della propria salvaguardia".

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