Sciopero di E-distribuzione, stop di 4 ore e altissima adesione

Le categorie Cgil, Cisl e Uil ribadiscono le richieste: “organici all’osso, assunzioni subito”

Un «sostanzioso numero» di assunzioni, dopo un’adeguata ricognizione dei carichi di lavoro territorio per territorio, un piano di investimenti che riporti l’Italia al centro degli obiettivi di crescita del gruppo, impegni sul mantenimento in azienda delle attività principali, limitando il ricorso agli appalti. Sono le richieste alla base dello sciopero nazionale di quattro ore proclamato oggi in E-Distribuzione, la società del gruppo Enel che gestisce la rete elettrica in concessione dallo Stato. La protesta, indetta dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil, interessa circa 15mila dipendenti, di cui 300 in Friuli Venezia Giulia, dove lo sciopero ha registrato un’adesione pressoché totale, pari al 90%, tenuto conto dell’obbligo di garantire i servizi essenziali. Molto partecipata anche la manifestazione di stamattina in viale Venezia, a Udine, davanti al quartier generale di E-distribuzione in regione (foto allegate).

«Dietro a questa protesta – spiegano i segretari regionali Andrea Modotto (Filctem-Cgil), Alfeo Lenardis (Flaei Cisl) e Salvatore Spinosa (Uiltec-Uil) – non ci sono motivazioni di carattere salariale, ma la volontà di denunciare il peggioramento delle condizioni all’interno dell’azienda e nel contempo di difendere un servizio pubblico fondamentale per questo paese». Lo sciopero segue un mese di blocco dello straordinario ed è stato gestito, come previsto dalla normativa in materia, senza pregiudicare l’erogazione dei servizi essenziali. «Nonostante la carenza di personale – spiegano ancora Modotto, Lenardis e Spinosa – i lavoratori si sono fatti carico di garantire la continuità di un servizio fondamentale come la rete di distribuzione, nel silenzio e nel disinteresse generale, in primis della politica. Incrociando le braccia hanno voluto denunciare il rischio che scelte sbagliate, anche sotto il profilo industriale, finiscano per favorire soltanto il business a scapito del servizio elettrico del Paese».

I sindacati puntano il dito contro «l’abuso dello straordinario, con picchi di 900 ore annue, turni di reperibilità estenuanti e ripetuti, a scapito anche della sicurezza sul lavoro, come conseguenza di organici ridotti all’osso e della mancata programmazione dei carichi di lavoro, oggi non più sostenibili». Da qui la richiesta di un nuovo programma di assunzioni e di investimenti, «per garantire che la missione industriale di E-Distribuzione rimanga quella di garantire un servizio essenziale al Paese, invertendo un trend che dal 2015 al 2019 ha visto una riduzione di 3.900 posti nel confronto tra entrate e uscite e un progressivo calo degli investimenti sul territorio nazionale».

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