I sindacati a difesa dell'Orchestra del Fvg, chiusa dalla Regione

La decisione colpisce non solo il sovrintendente, ma anche quattro impiegati e 47 musicisti

A margine della notizia sull'annullamento dei finanziamenti regionali all'Orchestra Fvg che comporteranno la sua chiusura, sono i sindacati i primi a schierarsi. L'orchestra è composta da 47 musicisti, un sovrintendente e quattro impiegati  e costa 800mila euro l’anno.

La posizione

Solo qualche mese dopo la loro approvazione, la Regione ha cambiato le norme del finanziamento all’Orchestra regionale. «Deliberazione legittima e sulle cui motivazioni non vogliamo entrare nel merito - dicono i rappresentanti sindacali - perché non compete. Ci compete invece, eccome, la gestione delle ricadute di tale decisione, a partire dal destino dei 50 lavoratori, la maggior parte dei quali affermati professori di orchestra, e delle loro famiglie».

I dubbi

I sindacati stanno esprimendo le perplessità sia in relazione all’associazione nelle sue varie componenti che ai lavoratori. «Appena saputo della scelta della Regione, abbiamo convocato le RSU e con esse ci siamo attivati per chiedere un incontro all'assessore regionale alla cultura, tenutosi il 14 aprile scorso. Oltre a manifestare le nostre perplessità in merito alle tempistiche del provvedimento, abbiamo chiesto quali fossero le intenzioni in merito al futuro dei lavoratori: pur ricevendo risposte piuttosto evasive e non rassicuranti, abbiamo atteso, per non alimentare polemiche fini a se stesse, l’adozione del provvedimento».

Le risposte 

Il presidente dell’associazione ha confermato che, "per le difficoltà derivanti dalla chiusura del finanziamento regionale, ha disposto il blocco di tutti gli impegni economici, ivi comprese le retribuzioni, e che in assenza di un percorso alternativo e più flessibile dovrà provvedere al licenziamento di tutti i dipendenti". L’attuale dotazione di risorse, peraltro, non sarebbe sufficiente per pagare ai dipendenti il Tfr, gli arretrati il mancato preavviso e la quota dovuta all’Inps per l’accesso alla Naspi.

La reaione dei sindacati

«Abbiamo già richiesto un incontro al Presidente della Regione Massimiliano Fedriga, per potergli rappresentare di persona le ricadute immediate che incombono sui lavoratori, che da un lato vengono espropriati delle proprie retribuzioni e dall’altro, per l’ennesima volta, vedono rimesso in discussione il proprio posto di lavoro da parte dell’amministrazione regionale di turno. Da sempre interloquiamo, nell’ambito dei nostri ruoli, con tutti gli attori interessati: azienda, assessorati, lavoratori e ci chiediamo se, essendo la Regione di gran lunga il maggior finanziatore dell’associazione, non si debba fare carico dei problemi ad essa relativi, compresi i posti di lavoro. La domanda che sorge poi spontanea è: se un’associazione (per noi il datore di lavoro) ha un amministratore che il finanziatore vuole sostituire, per motivi nel merito dei quali non entriamo, è giusto chiedere la rimozione di quell’amministratore pena la revoca del finanziamento o chiudere i rubinetti indipendentemente da tutto, facendo così morire di sete tutti quanti? La risposta per noi è scontata, ed è ora che ognuno si assuma le proprie responsabilità. Chiediamo che i principali attori di questa vicenda facciano un passo indietro, o di lato, per il bene comune. Che venga nominato un nuovo amministratore con incarico a tempo determinato che risponda del suo operato a scadenze prefissate e abbia il compito di portare a compimento la costituzione della nuova realtà. Una Regione che si prefigge la promozione e la diffusione della cultura non può prescindere, a nostro parere, dall’orchestra regionale: ecco perché, oltre a intervenire per sanare la situazione dal punto di vista economico e gestionale, chiediamo si salvaguardino al tempo stesso tutti i lavoratori, incolpevoli della situazione che si è venuta a creare, la loro professionalità e le loro famiglie».

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