Raffigura la sua quarantena vissuta a Udine e la sua opera finisce in un museo di New York

Protagonista la giovane artista freelance udinese Silvia Di Natale, unica italiana selezionata per il progetto internazionale "Art in quarantine"

Un autoritratto dell'artista friulana Silvia Di Natale

Raccontare la quarantena attraverso l'arte, mettendo in contatto 45 artisti provenienti da ogni parte del globo. È questo il progetto a cui ha preso parte Silvia Di Natale, giovane freelancer udinese, l'unica italiana a essere stata selezionata dall'art director Elvis Maynard e che vedrà, appena l'emergenza sarà finita anche in America, le sue opere appese ai muri di prestigiose gallerie a New York e a Boston.

Il progetto

"Art in Quarantine" è il nome del progetto che non conosce confini, e che, grazie a Silvia, è arrivato anche nella città di Udine. I 45 artisti partecipanti, infatti, sono stati selezionati dall'art director in giro per il mondo durante la quarantena. Visto il momento delicato, anche per gli Stati Uniti, "per ora è stata creata una galleria digitale suddivisa in dieci sezioni, ma appena gli Usa passeranno alla fase3, le nostre opere saranno esposte in dieci gallerie tra New York e Boston", ci fa sapere Silvia, orgogliosa di aver portato il nome della nostra regione fino oltreoceano.

L'opera di Silvia

L'opera ideata da Silvia si chiama "Simulacri" e spiega il suo punto di vista sui rituali. "Ho iniziato durante la quarantena a praticare un rituale di base per esercitare il mio senso della composizione e creare atmosfere con tutte le cose che ho trovato in giro per casa, senza acquistare nulla", spiega."Ho cercato di simulare un simulacro personale perché dentro di me c'era una specie di idea provocatoria, che mi costringeva a trovare bellezza in questo periodo difficile".

simulacri-2

Gli obiettivi

L'obiettivo principale del progetto, oltre a raccontare la quarantena in tutte le sue sfaccettature, è stato quello di "riuscire a raggruppare 45 artisti diversi per poter esprimere questo momento di tensione che stiamo vivendo". In pratica, creare "un nuovo avanguardismo, che riesce a riunire diversi artisti in un'unica galleria". Silvia è stata selezionata per la sezione "Back to the normal", aspettando che "anche negli Stati Uniti la situazione possa tornare alla normalità".

Fvg

"A livello artistico, di certi livelli, la nostra regione è ancora un po' sconosciuta al mondo. Di solito, infatti, si va a vedere Milano, Roma, città più grandi e internazionali, non Udine", fa sapere Silvia, che grazie a questo progetto, invece, potrà dare visibilità anche alla nostra regione. "Il problema del Friuli è la non collaborazione fra gli artisti, che sono invece molto individualisti. Spero che questo progetto sia uno stimolo per cambiare questo aspetto, soprattutto in questi momenti così duri. La collaborazione sarà la base del futuro". Per la giovane freelancer, infatti, "bisogna essere più aperti alle collaborazioni e non dobbiamo essere più dipendenti dalle grandi città come Milano. Anche qui le persone ci sono, però se ne vanno tutte". Il Fvg, inoltre, "possiede dei luoghi incantevoli dove poter lavorare, anche per allestire dei set".

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La formazione

Silvia, nata a San Daniele e da sempre residente a Udine, di gavetta ne ha fatta molta, lavorando in diversi studi e anche in altri settori, comprese multinazionali. "Non riuscivo, però, ad esprimermi come volevo, e quindi ho deciso di aprire un mio studio qui a Udine e ora mi occupo di stylist e visual design". Anche Silvia, comunque, ha studiato e lavorato fuori dalla regione, "ma poi sono sempre tornata a casa, perché il Friuli ha su di me un effetto quasi magnetico".

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