Contrastare i fenomeni di radicalizzazione in Friuli Venezia Giulia

Roberti: Nella legge di stabilità fondi per prevenire e reprimere fenomeni criminosi e per contrastare il fenomeno della radicalizzazione

La Regione sta mettendo a punto una legge per contrastare i fenomeni di radicalizzazione in Friuli Venezia Giulia, inclusi quelli a matrice jihadista.

L'annuncio

Per questo motivo, nella legge di stabilità sono già state inserire delle specifiche poste con le quali dare avvio a progetti concreti in questo settore". Lo ha detto l'assessore regionale alla Sicurezza, Pierpaolo Roberti, partecipando oggi a San Vito al Tagliamento (Pordenone) al convegno internazionale dal titolo "Prevention, repression and rehabilitation: a judical prespective" organizzato dal ministero della Giustizia insieme al Provveditorato dell'amministrazione penitenziaria del Triveneto e la fondazione Agenfor international.Alla presenza del sindaco Antonio Dibisceglie e del dirigente generale del provveditorato dell'amministrazione penitenziaria, Enrico Sbriglia, nonché di varie autorità militari e civili, Roberti ha annunciato quanto la Regione sta mettendo in atto per contrastare specifici fenomeni criminosi in Friuli Venezia Giulia. In particolare ha posto all'attenzione dei presenti il futuro varo di una specifica legge regionale dedicata al contrasto dei fenomeni di radicalizzazione tra cui quelli a matrice jihadista. 

Contrastare la radicalizzazione

"Il Friuli Venezia Giulia - ha detto l'assessore - sta investendo molto sulla sicurezza e lo si vedrà una volta approvata la legge
di stabilità che stiamo mettendo a punto in questi giorni. In essa sono previste importanti poste allo scopo di prevenire e reprimere fenomeni criminosi, tra cui anche i fondi per dare copertura a una legge regionale che presenteremo nei prossimi mesi sul tema del contrasto al fenomeno della radicalizzazione. Questo è un argomento che magari non produrrà mai nel nostro territorio episodi di illegalità, tuttavia spesso è sinonimo di comportamenti sociali non accettabili quali, ad esempio, la marginalizzazione della donna, elemento che può essere la base per futuri atti violenti nei confronti della comunità".

La richiesta

Per questo motivo Roberti ha chiesto una sorta di collaborazione al provveditorato dell'amministrazione penitenziaria del Triveneto, con cui avviare un dialogo per migliorare e rendere più efficiente la norma. "Insieme a loro - ha spiegato l'assessore regionale alla Sicurezza - vorremo concordare strategie comuni, facendo in modo che parte dei finanziamenti inseriti a bilancio possano servire alle amministrazioni penitenziarie per la creazione di progetti volti al contrasto di queste tipologie di fenomeni. Non appena il testo della legge regionale sarà pronto, avvieremo il confronto per tarare la norma con le preziose indicazioni forniteci dall'amministrazione penitenziaria".

Dal canto suo, Sbriglia ha proposto di creare nel Nordest un'agenzia europea che si occupi di temi legati alla criminalità e ai penitenziari, con sicuri risvolti positivi anche per il Friuli Venezia Giulia. Il sindaco di San Vito, invece, ha rinnovato l'invito a prendere in considerazione la possibilità di
ospitare nella cittadina pordenonese una sezione del carcere femminile attualmente non presente in regione.

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