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Ennesima rissa in borgo stazione, "da quando c'è il presidio di polizia è peggio"

Una rissa scatenata dal mancato possesso del Green pass riaccende i riflettori sulle difficoltà della zona. Nel frattempo il Comune rende effettivo l'uso delle pistole elettriche

Ennesimo battibecco in una delle vie che compongono il colorato dedalo del cosiddetto "Borgo stazione", ennesima situazione al limite che galleggia tra il "oh, no.. di nuovo" e una rassegnata alzata di spalle d'abitudine. Nel pomeriggio di lunedì 24 gennaio, intorno alle 16, due ragazzi sono entrati in un locale di via Battistig per ordinare un kebab. Il titolare chiede loro il Green pass, ma questi non ce l'hanno e così lui, senza troppo pensarci, li caccia via.

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La reazione è rabbiosa, uno dei due avventori alza le mani sull'assistente del titolare che ci racconta: «Gli ha tirato un pugno in faccia. Ma io il Green pass lo devo chiedere a tutti, anche perché ho già preso diverse multe». Un residente ci segnala il fatto, esasperato. «Hanno iniziato a litigare e a picchiarsi, a più riprese se ne andavano e poi tornavano. Sempre urlando e facendo un enorme casino. Ad un certo punto è passata per strada una ragazza e l’hanno seguita. Per fortuna lei ha accelerato e hanno desistito. Poi, verso le 18 e 30, hanno ripreso a litigare e ad un certo punto due di loro si è messo a fare la pipì davanti ad un portone».

Il "risultato" davanti al portone

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Non è la prima volta e probabilmente nemmeno l'ultima. Il residente si sfoga: «Ma i vigili che stazionano in zona, dove sono?! Sempre chiusi nel loro bell’ufficetto?». La domanda è pertinente. Cosa ne pensano i residenti e i commercianti del nuovo presidio della polizia locale, inaugurato lo scorso agosto?

Le sensazioni del quartiere

La prima tappa che facciamo è in via Percoto, angolo via Battistig. Un'auto dei Vigili notturni è parcheggiata proprio all'incrocio, con due guardie giurate che camminano sul marciapiede. «Facciamo turno ogni pomeriggio, fino alle 22.15 – ci raccontano –. Ieri siamo intervenuti noi e, in seconda battuta, i carabinieri che erano in via Roma per un altro fatto». Confermano la versione del residente e del titolare del locale: due uomini volevano ordinare senza avere il Green pass e la litigata si è accesa. «Una ragazza che camminava in via Roma ha sentito le urla e ci ha avvisati – spiegano gli addetti alla sicurezza –. Noi eravamo all'altezza del Bar Corin. Ci è bastato alzare un po' la voce e le persone si sono allontanate, ma la sera, mentre pattugliavamo, abbiamo visto uno dei due avventori aggirarsi ancora in zona. Così abbiamo allertato i carabinieri». Chiediamo loro dell'attività di pattugliamento. La risposta è chiara. «Il Comune a noi ha chiesto di dare una mano nel pomeriggio e noi siamo qui fino alle 22. Il presidio della polizia, invece, fa orario di ufficio, ma si sa che i guai accadono soprattutto la sera». La cameriera del Bar da Tommy conferma che se lei ha bisogno di auto chiama le guardie giurate «perché li vedo passare sempre».

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In via Roma, ovviamente, il viavai di persone s'intensifica. La commessa di un negozio vede fuori dalla sua vetrata centinaia di persone ogni giorno. «Da quando c'è il presidio fisso di polizia, le cose sono peggiorate» racconta. Dichiarazione tranchant, giustificata dal fatto che «tanto loro sono laggiù e qui non vengono mai».

«Al ere miôr se no lu viargevin»

Allora decidiamo di andare "laggiù", in viale Leopardi, dove la presenza delle pattuglie si vede subito. Un'auto percorre la via in direzione stazione e si ferma all'altezza del Pullman Bar: un agente scende e comincia a camminare lungo il marciapiede.

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Il presidio fisso si trova dall'altro lato della strada, tra una sala slot e il negozio di abbigliamento Web, presente ormai da più di dieci anni. C'è un discreto andrivieni di persone per degli acquisti all'outlet del civico 21. Così decidiamo di fare il nostro ingresso anche noi. «L'unica occupazione che hanno i vigili è quella di dare le multe», ci dicono. «Li abbiamo chiamati quando è capitato di assistere a risse qui fuori, ma ci hanno risposto che loro non possono fare niente e di chiamare le forze dell'ordine». Una sorta di beffa per chi lavora proprio al loro fianco. «Una volta lasciavamo l'auto nel parcheggio del Prix (il supermercato dall'altro lato della strada, nel piazzale dell'autostazione, n.d.r.) ma ad oggi è impossibile – spiegano –. Abbiamo paura, anche perché quando chiudiamo il negozio la polizia ha già lasciato l'ufficio. Quindi parcheggiamo proprio di fronte, pagando ogni giorno il ticket». La titolare sbotta con un inequivocabile «al ere miôr se no lu viargevin» ("sarebbe stato meglio non aprirlo" in friulano n.d.r), che chiude ogni discussione. Una volta in strada, in effetti, si notano subito gli agenti intenti a controllare le targhe e i ticket per i parcheggi: ciò che di sicuro è aumentato in viale Leopardi sono le multe.

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Sicurezza, nuove pistole elettriche e corsi di formazione per gli agenti

Il giorno dopo l'ennesima rissa, comunque, arriva l'annuncio dell'assessore comunale alla sicurezza, Alessandro Ciani: superata la fase sperimentale, le pistole a impulsi elettrici diventano arma in dotazione effettiva per gli agenti abilitati della polizia locale. Cosa cambia? «Fino ad ora, avevamo due armi a impulsi elettrici (i cosiddetti taser), messe a disposizione di 10 agenti abilitati, formati da tre istruttori. Con oggi, passiamo dalla fase sperimentale a quella ordinaria, che implicherà un potenziamento delle strumentazioni, un aumento delle abilitazioni e, quindi, nuovi percorsi formativi ad hoc. Faremo una valutazione rispetto alle effettive esigenze, di sicuro proseguiremo in queste attività con nuove forze».

«Finora mai usato»

«Nella fase sperimentale non si è mai reso necessario un effettivo utilizzo del taser che, tuttavia – prosegue Ciani – , rappresenta un deterrente convincente nei confronti dei malintenzionati. Ricordo che le scariche a basso voltaggio del taser paralizzano, di fatto, il soggetto per cinque secondi, il tempo necessario affinché un agente possa ammanettare una persona pericolosa. L'arma è ben visibile e sconsiglia gesti inconsulti». L'obiettivo di Ciani e, con lui, della giunta Fontanini, è «dare serenità ai nostri cittadini. È perfettamente evidente che diventa strategico e imprescindibile collaborare con tutte le istituzioni deputate ad assicurare la sicurezza dei cittadini. Il taser è, semplicemente, uno strumento in più messo a disposizione di chi effettua controlli e servizi di pronto intervento».

«I fatti ci danno ragione»

«Anche alla luce di episodi verificatisi in altre realtà negli ultimi mesi – chiude Ciani –, ci sembra corretto e opportuno proseguire nella dotazione di strumenti all'avanguardia ai nostri agenti. Abbiamo iniziato questo percorso sin dal 2018, nonostante le critiche ideologiche della sinistra, ma i fatti ci stanno dando ragione. La sicurezza è una priorità per questa amministrazione ed è centrale nella nostra agenda politica, come dimostrano le decine di assunzioni di agenti effettuate e programmate, l'istituzione di un'unità cinofila, l'apertura del presidio di polizia locale in via Leopardi e altre iniziative finalizzate a migliorare la sicurezza della città».

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