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Mercoledì, 10 Agosto 2022
Siccità

Siccità, la pioggia caduta ieri è servita a poco

Solo a Pantianicco di Mereto di Tomba e Lestizza le precipitazioni hanno sanato in parte la grave situazione di deficit idrico

Oggi si sono riuniti i tecnici del Consorzio di Bonifica Pianura Friulana per fare il punto della situazione siccità e monitorare l’evoluzione dell’andamento climatico e dei suoi effetti sul servizio irriguo, per attuare le  adeguate contromisure.

Le piogge 

Le piogge di ieri hanno portato solo locali benefici alla grave carenza idrica degli ultimi mesi. Precipitazioni degne di nota si sono verificate solo nella zona di Pantianicco, con circa 28 millimetri e Lestizza con 24 millimetri. Il veloce passaggio temporalesco ha invece arrecato danni ad alcuni impianti; le fulminazioni hanno danneggiato un pozzo in comune di Lestizza, due in comune di Bicinicco. Sul bacino montano del Tagliamento non si sono verificate precipitazioni significative e permane attiva l'integrazione della portata di A2A tramite il serbatoio dell’Ambiesta. Viene in tal modo garantito l'esercizio irriguo nel sistema derivatorio Ledra-Tagliamento senza necessità, attualmente, di riduzioni di portata nei canali e sospensione dell'irrigazione di soccorso.  Più problematica la situazione della derivazione dal torrente Torre a Zompitta: la portata fluente non è tale da garantire la presenza di acqua in tutte le rogge e l'esercizio irriguo negli impianti serviti dalle rogge di Udine e Palma. 

Rogge, falde e canali

La scarsità idrica costringe a procedere alla messa in asciutta della roggia Cividina da sabato 9 luglio, che segue quindi quella del Roiello di Pradamano, già attuata dal 5 luglio scorso. Si evidenzia che in questi corsi d’acqua non sono presenti impianti irrigui consortili, ma veniva attuata la sola irrigazione di soccorso. Nel Medio Friuli continua il trend di abbassamento della falda, il Consorzio sta attuando le misure necessarie a mantenere comunque funzionanti gli impianti, seppur prelevando progressivamente una sempre minor portata nei pozzi che presentano le maggiori criticità. Per quanto riguarda l'area della Bassa Pianura occidentale del comprensorio, compresa tra il Tagliamento e la direttrice Castions di Strada - San Giorgio di Nogaro, le maggiori criticità si manifestano presso l'impianto "Muzzana Irriguo" in comune di Muzzana e nell'area "Torsa irriguo" in comune di Pocenia e Rivignano Teor, ove la scarsità idrica non permette di garantire l'irrigazione a tutti i terreni e il servizio irriguo viene assicurato solamente alle ditte consorziate e, dove necessario, con irrigazione turnata. Nella zona della Bassa Pianura orientale (compresa tra la direttrice Castions di Strada - San Giorgio di Nogaro e i fiumi Torre e Isonzo) i livelli dei canali si stanno ulteriormente abbassando; il Consorzio, comunque, al momento riesce a garantire il servizio irriguo pressoché integralmente e in tutte le zone.

Le misure

“Stante il quadro sopra esposto, dopo un attento esame e una condivisione con gli uffici e il personale preposto - informa il presidente del Consorzio di Bonifica Pianura Friulana Rosanna Clocchiatti - la Deputazione amministrativa ritiene che ci sia l’alta probabilità di non poter assicurare l’esercizio irriguo in diverse zone del comprensorio. In questa situazione, infatti, se si volesse continuare a mantenere l’esercizio irriguo sulla totalità delle superfici dove si registrano forti criticità, l’irrigazione non sarebbe sufficiente a garantire il raccolto con conseguenti danni per tutte le aziende interessate”.

Misure

Per limitare i danni alle coltivazioni, la Deputazione amministrativa ha fornito agli uffici consortili le seguenti priorità operative nell’assicurare il servizio irriguo:

Priorità in ordine decrescente:

1. Colture pluriennali (frutteti e vigneti);

2. Coltivazione del mais e medicai;

3. Coltivazione soia primo raccolto e girasole;

4. Coltivazione soia secondo raccolto.

Si tratta di un atto obbligato dovuto alla oggettiva scarsità di acqua, pur consapevoli della difficoltà a cui andranno incontro le aziende agricole. “non si tratta di una scelta discrezionale - precisa la preside dell’ente - l’unico obiettivo è di assicurare al maggior numero possibile di terreni il servizio irriguo. Distribuendo a tutti la poca acqua presente, si finirebbe  per compromettere un numero maggiore di raccolti”.

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