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Un'immagine dell'accampamento di via XXIII Marzo scattata alcuni giorni fa

Un'immagine dell'accampamento di via XXIII Marzo scattata alcuni giorni fa

Sgomberato e recintato il rifugio dei profughi di viale XXIII Marzo

L'obiettivo del Comune è che nessuno dorma più all'addiaccio. Viste le basse temperature di questi giorni è stato chiesto a Caritas e Croce Rossa di fornire posti letto a tutti i senzatetto

Da mesi vivevano all'addiaccio in viale XXIII Marzo sotto una piccola tettoia posta a ridosso del parcheggio dell'Eurospar, al centro dell'attenzione dei passanti o degli automobilisti in transito verso viale Trieste. Un rifugio poco protetto, assolutamente di ripiego e che, sebbene dovesse essere provvisorio, col tempo era divenuto sempre più stabile. A gravitarci alcuni profughi, all'inizio una ventina, in particolar modo migranti impossibilitati (od esclusi) ad accedere al servizio di protezione e asilo politico. Una sistemazione di emergenza nell'emergenza perchè, lo ricordiamo, inizialmente il rifugio scelto e occupato era un altro, ovvero il magazzino con tettoia posto qualche metro più avanti, molto più grande e sicuro, poi fatto sgomberare e recintare dal proprietario avvisato della situazione. Questa mattina, finalmente, lo stop all'accampamento, con la decisione di Palazzo D'Aronco di inviare alcuni agenti della Municipale per il definitivo sgombero della zona. Questo soprattutto per disincentivare la sua frequentazione ed evitare possibili emergenze di salute legate alle basse temperature. Il piccolo edificio con tettoia in poche ore è stato così sgomberato e recintato, mentre gli oggetti e il materiale rinvenuto è stato trasportato nei magazzini comunali in attesa di essere recuperato.

In queste ultime settimane erano solamente 6 o 7 le persone che pernottavano sotto la tettoia, fuori dalle strutture di accoglienza ufficiali. Il Comune, infatti, già nei giorni scorsi aveva invitato i senzatetto ad utilizzare i posti letto predisposti in emergenza dalla Croce Rossa in via Brigata Re e dalla Caritas in via Marangon, nel riattivato dormitorio che conta una disponibilità di 50-60 brande. "Per non lasciare nessuno in mezzo alla strada - ci ha riferito Fabio di Lenardo direttore della Croce Rossa di Udine-, il Comune ci aveva chiesto di trovare una soluzione che noi abbiamo trovato in maniera temporanea all'interno nel nostro autoparco, all'Ex Caserma Osoppo di Via Brigata Re. Tuttavia alcune persone non avevano accettato nessuna delle soluzioni proposte ed in questi ultimi giorni erano rimaste a bivaccare comunque presso gli spazi di viale XXIII Marzo. Da oggi dovranno scegliere dove dormire, a meno che non decidano in autonomia di rimanere fuori, ma con le temperature basse inizia a non essere facile". “La Croce Rossa su richiesta specifica del sindaco Furio Honsell e dell'assessora interessata Antonella Nonino - ha aggiunto Sergio Meinero, preside della CRi di Udine -, ancora una volta, visti gli spazi pressoché esauriti presso il dormitorio di via Marangoni, ha allestito con l'aiuto dei suoi volontari una nuova soluzione di fortuna, allestendo altri letti, recuperando materassi, reti, lenzuona, coperte e dando un posto dignitoso dove passare la notte”.

02-3-5

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