Sforamenti impianto crematorio, la precisazione degli uffici comunali

La segnalazione dell'Arpa risale al 14 e 15 novembre. Già il 15 novembre il Comune era intervenuto per fare in modo che l'impianto funzionasse in maniera ottimale. Tutti i rilevamenti fatti anche in seguito non hanno mai dato altri problemi”

In merito alle notizie apparse sui due sforamenti dei limiti massimi di diossine e furani dal camino dell'impianto cermatorio del cimitero di San Vito registrati a novembre dello scorso anno, gli uffici tecnici del Comune di Udine hanno precisato quanto segue al fine di rassicurare i cittadini sulla denunciata pericolosità dell'impianti

“Le analisi svolte nelle date del 14 e 15.11.2017 - spigano in una nota - , i cui risultati sono pervenuti il 21 dicembre 2017, hanno evidenziato uno sforamento del parametro relativo alle diossine e furani (PCDD+PCDF) e del monossido di carbonio. I tecnici della Gem Matthews International che gestiscono l’impianto di cremazione si sono accorti il giorno stesso che c’erano dei problemi di combustione e di malfunzionamento del microdosatore del reagente, che poi hanno comportato il superamento dei limiti. Già nella serata del 15 novembre sono intervenuti per riportare l’impianto ad un funzionamento ottimale e nel rispetto dei termini di legge. Le analisi sono state rifatte in data 14.12.2017, prima di conoscere i risultati (non ottimali) di quelle svolte il 14 e 15 novembre, e hanno confermato il rispetto di tutti i limiti previsti nell’autorizzazione alle emissioni. In seguito a tale inconveniente e al fine di non riscontrare più tale problematiche sono stati fatti ulteriori lavori migliorativi sull’impianto che ora prevedono degli allarmi automatici qualora il microdosatore non inserisca correttamente il reagente o qualora il reagente risultasse non sufficiente consentendo all’operatore di procedere tempestivamente al fine della risoluzione della problematica. Sono stati inseriti anche sensori in camera di post combustione al fine di avere sempre in automatico, senza intervento del conduttore, la temperatura ideale prevista dalle norme di legge. Le ulteriori analisi effettuate il 15 e 16 febbraio 2018 hanno confermato il rispetto di tutti i parametri previsti nell’autorizzazione alle emissioni. Si precisa che la gestione tecnica dell'impianto è della Gem Matthews International e che l'Amministrazione ha sempre operato nel rispetto delle leggi e delle autorizzazioni confrontandosi con l'Arpa e la Regione”.

Sforamenti di diossina, Fontanini: "Allarme causato dal forno crematorio di Udine"

Pizza: "Grave allarmare i cittadini"

Sulla questione anche l'assessore in carica, Enrico Pizza, è intervenuto a difesa dell'operato dei suoi tecnici e dell'amministrazione comunale. «Sono affermazioni pesanti e senza fondamento quelle Comitato del  Cormôr contro il progetto del nuovo tempio crematorio del cimitero di San Vito.  Un comitato che spunta proprio in campagna elettorale, che non ha mai chiesto delucidazioni dall'approvazione in giunta del primo studio di fattibilità del dicembre 2014. Un lungo iter amministrativo, dotato di tutti i pareri richiesti dalla normativa e concluso in giunta nel dicembre 2017. Un progetto sempre scrupolosamente seguito dalla stampa locale e che è giunto  in discussione prima in commissione consiliare e poi in consiglio comunale a marzo, dove sono rappresentate sia la maggioranza che le opposizioni. Quasi offensivo, inoltre, per i  numerosi professionisti coinvolti (che non sono politici, ma tecnici ed amministrativi estremamente competenti) affermare "troppi rischi per la salute e che non è stata effettuata alcuna valutazione di impatto ambientale per la realizzazione dell'impianto di cremazione".
Prova ne sia che durante tutti questi anni mai è stato richiesto un incontro dai residenti della zona del cimitero. Desidero rassicurare i cittadini preoccupati dalle esternazioni del "comitato" che a  vigilare sulle emissioni vi saranno sempre gli appositi uffici regionali ambientali e dell'azienda sanitaria. Come si può pensare nel 2018 che un progetto di alta qualità  tecnologica, che non fa altro che sostituire un vecchio forno  da dismettere, non corrisponda ai più stringenti parametri della normativa di sanità pubblica?».

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