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Informazione e programmi in friulano nel servizio pubblico, ieri il convegno

Salvaguardia e valorizzazione del servizio pubblico attraverso programmi e informazione in lingua minoritaria. E’ quanto ha sottolineato in conclusione il presidente dell’Assemblea della comunità linguistica friulana Markus Maurmair al termine del convegno che ha fatto il punto sulla situazione

“Il prossimo passo sarà coordinarsi per dar vita alla salvaguardia ed alla valorizzazione del servizio pubblico sostenuto dai canoni pagati dagli utenti: nel corso del convegno è emersa l’opportunità di un tavolo permanente di confronto per raccogliere le istanze, fare sintesi e richiedere con forza la presenza di informazione e programmazione televisiva in lingua minoritaria”.

E’ quanto ha sottolineato in conclusione il presidente dell’Assemblea della comunità linguistica friulana Markus Maurmair al termine del convegno che ha fatto il punto sulla situazione della presenza delle lingue minoritarie nell’informazione e nei programmi del servizio pubblico.

Il convegno

Aperto dall’assessore regionale alle Lingue minoritarie del Friuli Venezia Giulia Piepaolo Roberti e concluso dal presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin, il convegno ha visto tra gli ospiti il direttore Relazioni istituzionali della RAI Stefano Luppi.

Luppi ha ribadito che quanto fatto finora per il friulano e le altre lingue minoritarie non rappresenta un punto di arrivo, ma una base di partenza per ampliare l’offerta.

Tra gli ospiti moderati dalla consigliera di Aclif Ornella Comuzzo Federico Vicario presidente della Società Filologica Friulana; Eros Cisilino e William Cisilino presidente e direttore dell’Agenzia Regionale per la Lingua Friulana; Antonella Eloisa Gatta, vicepresidente del Corecom FVG; Guido Corso, direttore della sede RAI di Trieste; Martina Repinc, responsabile della struttura programmi in lingua slovena della RAI di Trieste; Vittorio Longati, direttore della sede RAI di Bolzano; Stefan Pescollderungg, caporedattore del Tg RAI Ladinia; Severino Zampaglione, direttore sede regionale Val d’Aosta; Gianfranco Ialongo, responsabile struttura della proggrammazione RAI Val d’Aosta; Luciano Caveri, giornalista struttura programmi RAI e Assessore Regionale Val d’Aosta; Francesco Angelo Siddi, presidente di Confindustria Radio Televisioni (già consigliere Corerat della Sardegna).

Il panorama attuale

Il quadro in Italia, così come emerso dalle relazioni, è molto variegato. In Alto Adige i palinsesti della RAI si caratterizzano per un forte contenuto informativo, con 2 telegiornali e 11 notiziari radiofonici in tedesco al giorno, 1 telegiornale e 2 notiziari radiofonici in ladino, cui si aggiungono rubriche quotidiane e settimanali per approfondimenti giornalistici, rassegne stampa, notizie meteo e aggiornamenti sulla viabilità. Accanto all’informazione vi è anche una ricca offerta di trasmissioni in tedesco, italiano e ladino di contenuto ricreativo, culturale ed educativo.

Sotto il profilo degli ascolti, le trasmissioni televisive in lingua tedesca registrano giornalmente circa 180mila utenti su una popolazione di 300mila unità, mentre per le trasmissioni televisive in lingua ladina l’utenza media giornaliera supera le 40mila unità.

La sede Rai della Valle d’Aosta realizza in totale circa 380 ore di tv e 150 di radio all’anno di notiziari televisivi e radiofonici, di cui 26 ore tv e 32 di radio in lingua francese. Nel palinsesto della programmazione radiotelevisiva regionale, alle trasmissioni in lingua francese sono dedicate 78 ore di tv e 110 di radio, accanto a quelle in lingua italiana.

Inoltre sono trasmessi, soprattutto la domenica, programmi di intrattenimento in patois valdostano, lingua riconosciuta a livello regionale ma non ufficiale.

In Sardegna, invece, le trasmissioni Rai prevedono solo programmi culturali e di intrattenimento, ma non la parte di informazione giornalistica.

Per quel che riguarda il Friuli Venezia Giulia, la convenzione del 2017 prevede 4.517 ore di trasmissioni radiofoniche in lingua slovena all’anno, 90 ore in friulano e 1.667 ore in italiano. Inoltre previste anche 208 ore di trasmissioni televisive in sloveno. Con la proroga siglata lo scorso autunno, sono state aggiunte 16,5 ore di trasmissioni televisive e 17,5 di trasmissioni radio in friulano.

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