Minniti a Serracchiani: No ai Cie, sì ai Centri per rimpatri irregolari

Vertice a Roma fra la presidente del Friuli Venezia Giulia e il ministro dell'Interno su gli aspetti connessi ai fenomeni migratori. Fra le misure previste dal Governo alcune strutture per smistare gli irregolari e l'aumento del personale delle Commissioni che valutano le richieste d'asilo politico

Serracchiani ha riferito che il ministro "anch'egli contrario ai Cie quali sono stati sperimentati finora, sta lavorando a un pacchetto complessivo di proposte, tra cui i Centri per i rimpatri degli irregolari: piccole strutture che smisteranno piccoli numeri. E' previsto inoltre un aumento del personale delle Commissioni per abbattere i tempi di accertamento, ma anche la riduzione dei tempi dei ricorsi, per i quali potrebbe rimanere un solo grado di appello".

"Al ministro ho ribadito personalmente la richiesta – ha continuato Serracchiani - di equiparare anche normativamente per il Friuli Venezia Giulia gli arrivi via terra e via mare; abbiamo quindi condiviso l'importanza della collaborazione istituzionale a tutti i livelli, dall'accordo tra Anci e ministero degli Interno, all'incontro del Governo con le Regioni il prossimo 19 gennaio". Ho apprezzato - ha aggiunto la presidente – il dinamismo impresso dal ministro alle strutture del Viminale, in sinergia con la Difesa e la Farnesina".

"Particolare attenzione si vuole dedicare alla sicurezza urbana e all'impiego dei migranti in lavori utili alle comunità ospitanti, mentre un ingente lavoro sta già venendo svolto per i ricollocamenti e i rimpatri, come testimoniano l'accordo sottoscritto con la Libia, la riapertura dell'ambasciata a Tripoli, la visita in Tunisia", ha ricordato Serracchiani. "In questi ultimi mesi in Friuli Venezia Giulia - ha aggiunto la presidente - non entrano più i numeri di qualche tempo fa: per le diverse situazioni internazionali, ma anche grazie al lavoro svolto dalla diplomazia, che ha portato agli accordi sulle pattuglie miste italo-slovene e italo-austriache. Vi sono ancora ingressi residuali dall'Austria via treno ma, in termini assoluti, gli arrivi in regione si sono notevolmente ridotti".

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