Serracchiani: "Necessario un piano contro il dissesto idrogeologico"

La presidente della Regione si è espressa in questi termini durante la visita nelle zone della Valcanale colpite dal maltempo. Assieme all'assessore Panontin ha raccolto indicazioni e richieste degli amministratori locali per affrontare le emergenze

La presidente della Regione Serracchiani, assieme all'assessore alla Protezione civile Paolo Panontin, ha  fatto il punto della situazione sull'ondata di maltempo in Friuli Venezia Giulia in  varie località della Val Canale e del Canal del Ferro.

Lo scopo era di raccogliere le indicazioni e le richieste degli amministratori locali per affrontare le emergenze, in particolare nelle zone montane, colpite da piogge e nevicate molto abbondanti che hanno provocato frane, smottamenti e interruzioni della viabilità. 

Le visite sono iniziate con un incontro a Moggio Udinese, con il sindaco Daniela Marcoccio e il vicesindaco Bruno Gardel. I due amministratori hanno ringraziato la presidente e l'assessore, che con la loro iniziativa testimoniano la vicinanza della Regione alla comunità di Moggio e della Val Aupa penalizzati da uno smottamento.

"Un sentito grazie va ai tecnici e ai volontari della Protezione civile e ai Vigili del Fuoco per la pronta reazione che hanno saputo attuare per mettere in sicurezza il territorio e rispondere alle richieste di aiuto della cittadinanza" hanno evidenziato Serracchiani e Panontin. "Nei vari scenari dell'emergenza, dal 31 gennaio sono stati coinvolti complessivamente 5 mila volontari - ha ricordato l'assessore - e gli interventi per far fronte alle necessità immediate sono stati tempestivi. Contiamo di mettere a punto nei prossimi mesi un Piano di interventi per riparare i danni".

"Occorre in ogni caso uscire dalla solita logica dell'emergenza" ha evidenziato Serracchiani. "Il prossimo governo - ha aggiunto - dovrà essere in grado di attuare un piano straordinario contro il dissesto idrogeologico, mettendo a disposizione risorse anche al di fuori dei limiti del patto di stabilità in quanto ci costa di più intervenire nelle emergenze dopo che si sono verificati i danni, che agire nella prevenzione". "In finanziaria di quest' anno - ha ricordato ancora la presidente - sono già state messe in campo risorse a favore della direzione dell'Ambiente per attività di prevenzione, ma abbiamo bisogno di strumenti che ci vengano dal governo centrale."

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