Seracusa sul flash mob organizzato da “Se non ora quando?”

L'opnione dell'esponente di Rifondazione Comunista sull'incontro di piazza Lionello

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Il flash mob organizzato dal comitato "Se non ora quando?" di Udine è stato un momento importante e utile per riflettere sulla situazione della donna, un tema che, lo voglio dire chiaramente, non deve e non può riguardare unicamente l'universo femminile, ma che in un certo senso ha a che fare con il concetto stesso di democrazia del nostro paese.

I dati con i quali ci confrontiamo riguardo alle violenze nei confronti delle donne sono semplicemente agghiaccianti e ci parlano ancora oggi di una cultura dominante dai tratti quasi medievali orientata al patriarcato. Oggi nel 2013, a quasi 60 anni da riconoscimento del diritto di voto, siamo ancora costretti ad affermare che le donne "sono meno cittadine degli uomini".

Fonti diverse, sia nazionali che internazionali, ci confermano che il cammino verso una piena cittadinanza di genere è infatti ancora piena di ostacoli. Alle violenze, che per lo più avvengono tra i luoghi "sicuri" di casa, e alle "vecchie" forme di disparità di genere, oggi si aggiungono nuove forme di discriminazione che alimentano in modo subdolo molteplici livelli di disuguaglianza. Dai casi diffusi di mobbing, a quelli legati alla sopraffazione, fino al tema, credo centrale, dell'esclusione delle donne dai luoghi della rappresentanza istituzionale o delle tante ancora contraddistinte dall'insuperabile "soffitto di cristallo" sia in ambito lavorativo che nei luoghi di "decisione".

Credo che sia importante, a partire dalla grande partecipazione alla manifestazione di oggi, affermare con forza la necessità di un profondo cambio di passo sia dal punto di vista culturale che politico, perché, fino a quando sussisteranno fenomeni di questo tipo non potremmo definirci un paese realmente civile.

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