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Mercoledì, 29 Giugno 2022
reperti archeologici / Mortegliano

Reperti archeologici abbandonati in discarica: risalgono all'età del Bronzo

I Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale hanno assegnato alla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio numerosi manufatti archeologici di epoca protostorica recentemente sequestrati a Mortegliano

I Carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale di Udine hanno consegnato alla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia un consistente numero di manufatti archeologici recentemente sequestrato a Mortegliano. L’assegnazione, a seguito di confisca, è avvenuta presso il Comune di Mortegliano, alla presenza del sindaco Roberto Zuliani, da parte del Comandante del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Udine, Magg. Lorenzo Pella, al funzionario archeologo competente per territorio in rappresentanza della SABAP FVG, dott.ssa Serena Di Tonto.

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I manufatti

I pregiati manufatti, prevalentemente rappresentati da materiale in metallo come falcetti, frammenti di asce, punte di lancia e numerose panelle, ma anche da una olla composta da frammenti incollati ad una struttura metallica di recente fattura, che risalgono ad epoca protostorica, erano stati rinvenuti, nel dicembre 2020, nei pressi della eco-piazzola del comune friulano da un dipendente che aveva notato 6 cassette di plastica piene zeppe del materiale e la struttura a rete contenente frammenti in terracotta. 

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Il ritrovamento

Giunti sul posto i militari hanno constatato l’evidente natura archeologica del materiale rinvenuto e sequestrato d’iniziativa per poi essere custodito nei locali del Municipio a disposizione della Procura della Repubblica di Udine. I successivi accertamenti di natura tecnica effettuati dai funzionari archeologi della SABAP FVG hanno consentito di appurare che si trattasse di reperti che potrebbero far parte di un insieme omogeneo riconducibile al periodo tra il Bronzo recente ed il Bronzo finale locale. Vista la tipologia dei ritrovamenti e la presenza di oggetti di metallo e di panelle di metallo grezzo, si potrebbe supporre che i materiali appartenessero a uno o più ripostigli/depositi di riserve di metallo da fondere o commercializzare. Durante l’età del Bronzo in tutta l’area dell’Italia centro settentrionale ed orientale la pratica di deporre insieme gruppi di più manufatti metallici è nota.

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La legge

Consuetudine molto diffusa nel territorio regionale tra le Valli del Natisone ed il Tagliamento e nella pianura tra Castions di Strada, Lestizza, Porpetto, Pozzuolo del Friuli e Cervignano del Friuli. I Carabinieri del TPC inquadrano il rinvenimento del materiale archeologico nella volontà da parte del detentore di manufatti ricadenti nella tutela prevista dalla legge che stabilisce la proprietà demaniale di tali beni, di disfarsene senza “esporsi” con l’Autorità. Accade di sovente, soprattutto Bassa Friulana, che all’interno di abitazioni private vengano conservati reperti archeologici rinvenuti fortuitamente nel tempo o frutto di veri e propri scavi clandestini. 

Come comportarsi

È molto importante che la meritoria volontà di restituirli allo Stato non sia accompagnata dal timore di patire improbabili conseguenze di legge visto che, nella stragrande maggioranza dei casi, il rinvenimento domestico viene effettuato dai figli/nipoti dell’illecito detentore in seguito al suo decesso. La condotta collaborativa di chi attiva le autorità preposte (Carabinieri, Sindaco, Soprintendente) nelle modalità previste, è fondamentale per cercare
di contestualizzare quanto più dettagliatamente possibile il rinvenimento e consentire agli specialisti di effettuare uno studio più dettagliato. Da non sottovalutare anche la possibilità di ricevere un “premio” da parte del Ministero della Cultura nel caso la denuncia del ritrovamento venga effettuata nei tempi dettati dalla legge. Al termine dell’iter processuale, il Giudice per le Indagini Preliminari di Udine disponeva la confisca dei manufatti protostorici da eseguirsi da parte del Nucleo TPC di Udine a favore della SABAP FVG che provvederà al restauro, alla conservazione ad alla successiva valorizzazione di questi pregevolissimi beni culturali in collaborazione con il Comune di Mortegliano.  

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