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Parte del materiale sequestrato

Parte del materiale sequestrato

Fucili, bombe a mano, pistole ed esplosivo dai Balcani: maxi sequestro

Interrotto un traffico consistente di materiale da guerra che viaggiava dalle vicine repubbliche della ex Jugoslavia fino all'Italia

È partita nell’ottobre dello scorso anno fa l'indagine che ha portato all'operazione contro il traffico illegale di armi condotta dal Ros dei Carabinieri e dalla Procura della Repubblica di Udine, in seguito a due rilevanti sequestri di armi e munizioni da guerra effettuati dai Carabinieri della Compagnia di Tolmezzo ad Artegnam nei confronti di due operai friulani: si tratta del 38enne I.C. e si S.C, di un anno più vecchio. 

POLVERIERE IN CARNIA. I due battevano il territorio con un metal detector in cerca di residuati bellici dei due conflitti mondiali. Nelle rispettive abitazioni erano state trovate delle vere e proprie polveriere, con armi da guerra di produzione balcanica, tritolo, bombe a mano e anche una mina antiuomo.

TRAFFICI TRANSFRONTALIERI. Le indagini hanno consentito di individuare un canale di importazione illegale di armi, munizioni ed esplosivi provenienti dai Balcani e dalle fiere di articoli militari che si svolgono nella vicina Slovenia. In collaborazione con gli uffici di Polizia del Sektor Kriminalisticne Policije (Settore della Polizia Criminale) di Nova Gorica (Slovenia) e dell'Ured za Suzbijanje Korupcije i Organiziranog Kriminaliteta (Ufficio per la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata) di Fiume  si è risaliti a due cittadini sloveni, D. K. e J. M., che avevano fornito agli italiani le armi sequestrate, e quindi a tre croati a cui si erano rivolti per l'approvvigionamento illegale. A luglio era stato poi eseguito un ulteriore ingente sequestro di armi, parti di armi e munizioni, che aveva portato all'arresto di W. V, 63enne residente a Biella.

FASE CONCLUSIVA. Nel corso delle perquisizioni di ieri, che hanno consentito di rinvenire ulteriore materiale bellico, sono stati infine arrestati un cittadino emiliano e un friulano di Tarcento, dove gli artificieri hanno dovuto anche far brillare del materiale che sarebbe potuto esplodere inavvertitamente.

LE VOCI DEI PROTAGONISTI. «È la dimostrazione che operazioni importanti come queste si sviluppano dalla conoscenza e dalle attività d'indagine condotte dalle Compagnie territoriali», ha illustrato l'operazione in conferenza stampa il Comandante provinciale dei Carabinieri di Udine, colonnello Marco Zearo, insieme al comandante della Compagnia di Tolmezzo, capitano Stefano Bortone, e dei Ros. Presente anche il Procuratore Capo di Udine Antonio De Nicolo: «Ieri è iniziata l’indagine palese e si è conclusa quella riservata. La domanda che ci facciamo è chi potessero essere i destinatari do tutte quelle armi, e non sappiamo ancora rispondere, per questo indaghiamo cercano di comprendere bene  nessi con Sovenia e Croazia. L’operazione non avrebbe portato a questi risultati se non ci fosse stata una regia internazionale. A Udine l’attività è stata di Viviana Del Tedesco. Complimenti ai nostri colleghi stranieri, senza i quali non sarebbe stato possibile agire così bene».

Il Procuratore De Nicolo

Antonio De Nicolo-2

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