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Maxi sequestro di droga da 36 kg, tre persone in carcere e 1 ai domiciliari

L'operazione, messa in opera dalla Squadra Mobile della Questura di Udine, ha messo in ginocchio una banda che aveva come base operativa Bibione. Sequestrati anche 40mila euro, due mitragliette, della cocaina e materiale per il confezionamento dello stupefacente

Quattro decreti di fermo per indiziato di delitto - emessi dalla Procura della Repubblica di Pordenone -, con il conseguente carcere per tre uomini e i domiciliari per una donna (vista la condizione di madre di figlia piccola), sequestro di 36 chilogrammi di marijuana - imbustati in confezioni da 2 chili -, 40 grammi di cocaina, circa 40mila euro in contanti, due mitragliatrici Skorpio 765 e materiale per in confezionamento delle dosi.

I PROTAGONISTI. Sono questi i dati principali dell’operazione anti droga che ha visto impegnata la Squadra Mobile della Questura di Udine, personale della Questura di Venezia e del Commissariato di Portogruaro e unità cinofile della Guardia di Finanza di Udine. Base dell’attività Bibione, località in provincia di Venezia ma storicamente legata al Friuli. I coinvolti - tutti di nazioanlità albanese - sono il 32enne P.S. e la 30enne M.A. - marito e moglie -, il 38enne S.J. e il 35enne I.I., tutti residenti nella frazione del Comune di San Michele. Altre due persone, un 31enne albanese che vive a Lignano e un 36enne italiano di Treviso, sono indagate. Dopo le perquisizioni effettuate nelle loro case non è stata trovata della droga, ma un'arma comune da sparo - marca "Itaca gun" - di fabbricazione statunitense. È stato trovato anche un caricatore con dei proiettili. 

LA TANA. Il “covo” della banda - dove la droga veniva stoccata - era un appartamento della cittadina balneare oltre il Tagliamento, di cui tutti i personaggi coinvolti avevano disponibilità. L’immobile risulta di proprietà di una terza persona che si trova all’estero, e che sarebbe stata all’oscuro dell’attività illecita. Due dei componenti della banda (marito e moglie) - secondo le risultanze investigative - ne avrebbero ottenuto il possesso con la scusa di farvi alloggiare la baby sitter della figlia. 

L'ORIGINE. L’attività di indagine è nata da alcuni episodi precedenti, che hanno dato lo spunto per approfondire il filone e risalire alla pista che portava nella località in provincia di Venezia. Tra questi l’arresto di due ragazzi alcuni giorni fa - un italiano e un albanese - domiciliati e residenti a Udine, che avevano con loro un chilo di marijuana proveniente con certezza da Bibione. Secondo gli investigatori parte dello spaccio era anche destinato alle scuole udinesi.

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