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Mercoledì, 1 Febbraio 2023
lavori pubblici / Centro / Viale Armando Dìaz

Ancora al freddo dopo due settimane: «Nessuno si è assicurato delle nostre condizioni di salute»

Amga ha interrotto l'erogazione del gas in via Diaz per una fuga riscontrata ormai prima di Natale: tre famiglie di residenti sono al freddo da allora e nessuno risponde ai loro solleciti

Ancora al freddo: le tre famiglie udinesi residenti in via Diaz senza gas metano dal 21 dicembre scorso, stanno ancora aspettando che qualcuno intervenga a risolvere il loro problema. Prima di Natale si era verificata una perdita di gas da una tubatura e Amga ha così interrotto l'erogazione, lasciando alcuni residenti senza acqua calda, riscaldamento e possibilità di usare i fornelli per cucinare.

Le famiglie, alcune delle quali con persone positive al covid e quindi impossibilitate a muoversi, hanno così trascorso le festività natalizie senza gas per alcune famiglie udinesi. La fuga di gas era stata già segnalata dal pomeriggio di martedì 21 dicembre: a seguito di questa chiamata, anonima, sono arrivati i vigili del fuoco, i vigili urbani e il tecnico di Amga che ha chiuso l'erogazione e sigillato i contatori delle abitazioni. Il problema è sorto quando l'azienda privata, convenzionata col Comune di Udine, dopo aver chiuso tutto non ha potuto far altro che lasciare le cose in mano agli stessi cittadini, perché la perdita interessa una conduttura che non è di pertinenza dell'Amga, ma dei e delle residenti. Dalla valvola alle case, infatti, la manutenzione è affidata ai privati, come previsto da un accodo del 2006 sottoscritto tra l'amministrazione Comunale e Acegas Aps Amga.

fuga di gas-3

"Nessuna risposta"

«Dal Comune nessuna risposta, né un tenue interessamento. I lavori sono iniziati però oggi piove, domani è festa perciò si spera venerdì di terminarli», ci racconta uno dei residenti che, però, è ancora incredulo per la situazione che lui e le altre famiglie sono costretti a vivere. «Dobbiamo aspettare i tecnici Amga per sostituire una valvola che è sul marciapiede, quindi sul suolo pubblico. Sono più di 15 giorni... abbiamo mandato pec a tutti gli assessori "competenti" e alle segreterie, ma niente! Ci rammarica, soprattutto, che nessuno e nessuna ci abbia mai risposto o si sia assicurato delle nostre condizioni di salute», conclude il cittadino. 

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