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Mercoledì, 29 Giugno 2022
Grandi mostre / Centro / Via Cavour, 14

Annunciata la seconda grande mostra di Casa Cavazzini, si intitolerà "Insieme"

Dal 18 febbraio al 16 luglio 2023, si potranno ammirare quadri e sculture di importanti autori di arte contemporanea. La spesa per organizzarla arriva ad un milione e 400 mila euro

Si farà la seconda delle grandi mostre che l’amministrazione comunale ha in previsione di realizzare con il comitato di San Floriano. L’appuntamento del 2023 si intitolerà Insieme ed aprirà i battenti a Casa Cavazzini il 18 febbraio del prossimo anno. Durata prevista fino al 16 luglio. Un percorso espositivo che indagherà non più l’infinito ma “l’altro” e che metterà a disposizione del pubblico dalle 50 alle 60 opere tra quadri e sculture d’arte contemporanea. Le previsioni per questa nuova esposizione sono di raggiungere i 90mila visitatori, forti del risultato molto positivo in periodo di pandemia della precedente La forma dell'infinito. Budget di spesa per l'organizzazione che si aggira intono al milione e 400 mila euro, di cui parte saranno coperti dagli sponsor.

Le opere

Ancora topo secret le opere che saranno esposte in questa nuova mostra ma le parole di don Alessio Geretti lasciano presagire importanti sorprese come per La forma dell’Infinito. “Stiamo lavorando alacremente per portare a Casa Cavazzini opere di autori noti e meno noti. Tra gli obiettivi, molti nomi da scoprire, di autori geniali”. Alcune opere saranno inedite, mai viste in Italia. Artisti come  Paul Gauguin, Auguste Rodin, Edward Burne-Jones, John Everett Millais, Vincent Van Gogh, Edvard Munch, Egon Schiele, Gustav Klimt, Gaetano Previati, Amedeo Modigliani, Giorgio De Chirico, Pablo Picasso, Tamara de Lempicka, Marc Chagall, Wassilij Kandinskij, Costantin Brancusi per citarne alcuni. E prosegue: “Abbiamo interpellato collezioni in 12 paesi diversi: Belgio Francia, Svizzera Austria, Spagna, Gran Bretagna, Croazia e Repubblica Ceca. Ma anche Ungheria, Polonia,  e Stati Uniti. Senza dimenticare l’Italia”.

Don Geretti ci racconta: “Come il titolo evoca, la mostra Insieme non si concentra su un autore specifico o su una corrente da studiare e riscoprire, ma intende consegnarci una delle principali chiavi per entrare nell’arte moderna e contemporanea: rendere visibile la condizione umana, in particolare la nostra tensione verso l’altro, la passione nel costruire legami che fanno vivere e che valgono una vita intera, anche se segnati dall’esperienza misteriosa del limite, a volte della solitudine o di una distanza non facile da colmare”.

Il percorso

L’arte moderna e contemporanea è continuamente attraversata da questi temi, quasi che molti artisti, dall’età del Romanticismo in avanti fino all’inoltrato Novecento, abbiano inteso nelle loro opere mettere l’uomo davanti ad uno specchio.

“Nel mondo occidentale, che lungo il cammino del XIX secolo ha detto: Dio è morto. Oggi non dovremmo chiederci: ma il prossimo è ancora vivo?” prosegue don Geretti, direttore artistico della mostra. "L’inflazione della distanza e del rapporto mediato e mediatico con gli altri ha generato paradossali fenomeni, per cui sono favorite le solidarietà con persone lontane, mentre aumentano i segni dell’indifferenza o dell’insofferenza per il vicino. È il momento di prendere coscienza che la crisi del nostro tempo è una crisi della distanza. Per noi è necessaria la prossimità”.

Questa mostra propone il suo percorso in sette momenti. Il primo fa propria la strategia narrativa della Divina Commedia, che colloca anzitutto il protagonista nel mezzo del cammin della sua vita in una selva oscura, per poi ritrovare il sentiero che conduce a riveder le stelle. Sarà infatti dedicato alla percezione di una certa solitudine di fondo in cui ogni persona viene al mondo.

Il secondo momento della mostra apre gli occhi sulla prima relazione dentro la quale si forma ogni essere umano, che è la relazione filiale. Noi tutti siamo figli. Una radicale dipendenza da chi ci ha generato, segna nel profondo la struttura del nostro essere, come non poche opere d’arte hanno tentato di manifestare.

Il terzo momento della mostra considera il legame più trascinante dell’esistenza, il legame d’amore di un essere umano per un altro essere umano. Talmente profondo e speciale che a causa di questo legame i due esseri arrivano al punto di vivere e di morire l’uno per l’altro.

Il quarto momento della mostra prende consapevolezza che fin dai primi passi l’avventura umana si misura con la fraternità, con una relazione di prossimità viscerale e coinvolgente che viene stabilita dal destino tra esseri che non si sono scelti tra loro. Rapporti che generano l’amicizia, la cura per l’altro, la solidarietà sociale e le istituzioni.

Il caso specifico della fraternità di sangue conduce al quinto momento della mostra, dove il legame intersoggettivo dell’appartenenza si rivela come contradditorio e difficile, a volte.

Il sesto momento della mostra rende testimonianza, anche nell’arte moderna e contemporanea, al tema della percezione e della ricerca dell’Assoluto, come Mistero accessibile e affidabile.

Infine, il settimo momento della mostra guarda all’inclusione di tutte le creature nello slancio di relazione e di comunione che trabocca dall’essere umano verso esse ma anche dalla struttura delle creature stesse verso l’essere umano. Deliziosi dipinti dell’Otto e del Novecento volgono lo sguardo alla natura, ad alcuni animali, ai fiori del campo e alle stelle che trapuntano il cielo notturno come per dare forma percepibile a un misticismo cosmico e a una tensione verso l’unità di tutti gli esseri. È questa aspirazione all’armonia piena, alla comunione universale, il giusto fondamento di ogni progetto di pace e di ogni conversione ecologica a cui possiamo sentirci chiamati.

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