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Cronaca

Scuola Superiore dell'Ateneo: inaugurato l'anno accademico e intitolata un'aula a P.P.P.

Consegnati i diplomi agli allievi che hanno concluso il percorso negli ultimi due anni accademici

Mettere in luce il percorso realizzato dalla “Normale friulana” in questi anni e dare inizio a una nuova fase di consolidamento e di sviluppo: è questo il motivo per cui, a partire da quest’anno, la Scuola Superiore dell’Università di Udine, l’istituto d’eccellenza dell’università, nata 14 anni fa e con all’attivo un totale di 83 diplomati, ha deciso di inaugurare il proprio anno accademico con una cerimonia speciale, svoltasi oggi, lunedì 19 febbraio, nella sede di palazzo di Toppo Wassermann in via Gemona a Udine. L’evento, intervallato dal coro della Scuola Superiore, è stato l’occasione per illustrare un bilancio dell’attività della Scuola, ma anche un momento di festa. Nel corso della cerimonia, infatti, ha avuto luogo la consegna dei diplomi agli allievi che hanno concluso il percorso negli anni accademici 2015-2016 e 2016-2017.

«Quando il neonato Ateneo udinese nel 1993 inserì nel suo Statuto di autonomia la previsione di una Scuola Superiore universitaria – ha spiegato il rettore Alberto De Toni nel suo saluto istituzionale -, volle idealmente rifarsi non solo ai modelli ben noti e affermati della Normale e del Sant’Anna di Pisa, ma anche a questa nobile tradizione friulana di attenzione e cura per l’educazione dei giovani, propria della parte migliore della società civile così come delle istituzioni civiche. Per questo, dieci anni dopo, quando fu possibile dar seguito nei fatti alla previsione dell’articolo 40 dello Statuto, si pensò subito come sede definitiva della Scuola all’edificio che aveva ospitato per tutto il secolo precedente l’Istituto educativo. Oggi siamo all’interno di un filone di eccellenza – ha proseguito De Toni –, in buona compagnia con gli atenei di Padova e di Bologna, e la nostra Scuola si sviluppa e cresce in questa sede meravigliosa, offrendo un’esperienza unica agli studenti. L’ateneo s’impegna a mantenerla e a potenziarla». Poi il rettore si è soffermato sull’intitolazione a Pier Paolo Pasolini dell’aula 4 del palazzo, una cerimonia nella cerimonia. «Questa dedica a uno degli intellettuali più famosi che il nostro Friuli ha avuto – ha commentato – ci sembrava un doveroso riconoscimento».

Aula 4 intitolata a Pier Paolo Pasolini

Nel corso della cerimonia l’aula 4 di palazzo Garzolini di Toppo Wasserman è stata dunque intitolata a Pier Paolo Pasolini. Non con l’inaugurazione di una semplice targa, ma con un segno molto più significativo: alcune frasi e un’immagine fotografica, scattata dal maestro Elio Ciol, dell’intellettuale, poeta e cineasta friulano coprono da oggi due intere pareti della sede della Scuola Superiore. «Con questo gesto simbolico la Scuola intende mettersi sotto il segno di Pasolini – ha detto il direttore Tabarroni -, non solo per l’omaggio in qualche modo doveroso a uno dei più importanti intellettuali che il Friuli ha dato al Paese nel secolo scorso, ma soprattutto per ricordare il suo esempio di inesausta ricerca di autenticità nell’arte, nella conoscenza e nella vita, spesso condotta anche attraverso il conflitto, la provocazione, lo scandalo e pagata con l’incomprensione, il dolore, l’esclusione. Pasolini ci insegna – ha concluso -, che la via verso la conoscenza è aspra, è ricerca della felicità, come dicevano gli antichi, ma spesso comporta anche il dovere dell’indignazione e della rabbia, verso se stessi come verso gli altri». L’importanza dello scrittore e della sua opera è stata illustrata da due delle più importanti studiose dell’opera di Pasolini: Carla Benedetti, docente di letteratura italiana contemporanea all’università di Pisa, saggista e tra le fondatrici di “Nazione indiana” e da Angela Felice, direttrice del Centro Pasolini di Casarsa della Delizia.

Scuola Superiore dell'Ateneo: inaugurato l'anno accademico-2

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