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Cronaca

Cisl Scuola: troppi problemi ancora senza soluzione

All’indomani delle dimissioni della direttrice regionale, Alida Misso l'appello del sindacato: “Chi deve prendere decisioni, lo faccia”

Un “fulmine a ciel sereno”, le dimissioni della dirigente scolastica regionale, Alida Misso: a parlare, all’indomani della notizia, è il segretario della Cisl Scuola Fvg, Donato Lamorte, “dispiaciuto per una risoluzione inaspettata per motivazioni personali”, che, però, non fa venire meno la pesante situazione in cui versa la scuola della nostra regione. “Dispiace – commenta a caldo – venire a sapere di questa decisione, soprattutto da parte di una persona che ha dimostrato grande interesse ad affrontare tutte le criticità in cui versa il sistema dell’istruzione”.

I problemi

Una battaglia, verrebbe da dire, contro i mulini a vento, se si considerano i problemi ormai “strutturali” con cui si ha a che fare e l’inerzia di chi dovrebbe, soprattutto ai piani alti, assumere dei provvedimenti risolutori. “Parliamo di problemi importanti – elenca Lamorte – e che si vanno via via aggravando: del 44% di posti vacanti tra il personale dello stesso Ufficio Scolastico Regionale; dell’aumento delle reggenze tra i dirigenti scolastici e dell’impossibilità di trovare i sostituti dei direttori amministrativi mancanti, tanto che quest’anno, per la prima volta, si è dovuto procedere con una interpellanza nazionale”. Ed è proprio tra le liste dei dirigenti di seconda fascia amministrativa, che in Friuli Venezia Giulia non ci sono, che andrà scelto il nuovo titolare dell’Ufficio Scolastico Regionale. “Quello che va sottolineato - incalza Lamorte – è che il problema vero non sta nelle dimissioni della dottoressa Misso, che pur non ci fanno piacere, ma nella consapevolezza che nessuno al suo posto potrà risolvere le criticità della scuola regionale, se non ci sarà un cambio di marcia decisivo”.

Le richieste

Messaggio lanciato, dunque. “Auspichiamo – conferma per la Cisl Fvg, il segretario Franco Colautti - che gli organi competenti prendano atto della situazione di gravità ed intervengano: gli appelli non possono continuare a cadere nel vuoto; ne va della qualità dell’istruzione e della stessa motivazione di chi, nella scuola, dagli insegnanti, al personale Ata, ai dirigenti, continua a riversare ogni giorno impegno e dedizione”.

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