Benzina: l'Eni chiude i distributori ad oltranza da mercoledì

Negli ultimi cinque anni persi centinaia di posti di lavoro. Oltre al crollo dei consumi, la concorrenza con la Slovenia mette in crisi il mercato. Costi troppo alti e un impianto dopo l'altro è costretto a chiudere

È iniziata da un paio di settimane l'agitazione dei gestori di colore Eni della regione Friuli Venezia Giulia, iniziata nelle provincie di Gorizia e Trieste, allargata poi alla provincia di Udine e con il coinvolgimento anche della provincia di Pordenone da quest’ultima settimana. Al di là dell'aspetto visibile all'utente - in quanto vedrà la materiale chiusura degli impianti nelle giornate del mercoledì, chiusura che non ha una scadenza, ma che si protrarrà fino alla soluzione della vertenza – prevede anche una serie di iniziative collaterali che riguardano il rapporto commerciale tra gestioni e compagnia petrolifera.

I motivi del dissenso sono contenuti in un comunicato inviato all Eni presso la filiale di Padova competente per il territorio ed elenca le conseguenze che hanno generato le mancate attenzioni da parte della struttura dedicata alle problematiche che vengono riscontrate ormai da cinque anni in tutta la regione, ma soprattutto nella parte confinaria. La rete distributiva ha visto la perdita centinaia di posti di lavoro negli ultimi cinque anni a causa della crisi del settore e del crollo dei consumi, ma anche  la reazione di quasi tutte le aziende petrolifere, tranne quella dell'Eni, dove, in una contrazione di mercato, i costi esorbitanti e comunque spropositati delle locazioni commerciali sono rimaste a pesare sul bilancio del gestore affiancandosi ad altri oneri economici dovuti ad iniziative di carattere nazionale che l'azienda ha posto in essere anche in questo territorio, che non solo non hanno portato benefici, ma un ulteriore taglio dei già bassissimi margini della categoria.

Da ormai due anni la situazione è stata posta all'attenzione dell'azienda, denunciando le condizioni peggiorative in cui i gestori di questo marchio operano, con l’unico intervento di imporre al gestore la partecipazione economica per un terzo del proprio margine, per mantenere il prezzo della benzina in linea con quello sloveno, partecipazione che è perdurata anche quando il mercato o il repentino cambio prezzi non garantiva più alcuna possibilità di concorrenzialità di prezzo. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: una serie di impianti Eni è stata chiusa per abbandono da parte del gestore, che ha rasentato il fallimento prima di abbandonare l'attività commerciale, in molti altri impianti è sempre più spesso esposto il cartello di esaurimento prodotto, risultato dell'impossibilità della gestione di potersi rifornire a causa della crisi di liquidità e dell’aumento esponenziale dell’indebitamento.

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