Gli scavi di Bertiolo riportano alla luce un altro orecchino di donna

Scoperti anche uno spillone in bronzo, parte dell'orlo e un frammento della parete di un vaso probabilmente risalente all'VIII-IX secolo

Non è stata ancora definita la data di chiusura delle quattro tombe rinvenute nello scorso mese di marzo a Bertiolo, in località Angoris, in occasione degli scavi condotti dalla Ditta De Sabata per la realizzazione dell’impianto fognario del vicino Centro sportivo. Nel frattempo lo spostamento dei resti ossei, dopo l’intervento di due antropologhe del Laboratorio di Osteologia - sezione di Anatomia umana – dell’Università degli Studi di Udine, Luciana Travan e Paola Saccheri, per un’analisi sul posto su incarico dell’Amministrazione comunale di Bertiolo, ha consentito di riportare alla luce il secondo orecchino a tre cappi appartenente a uno degli inumati, uno spillone in bronzo in stato frammentario e ancora parte dell’orlo e parte della parete di un olla probabilmente risalente all’VIII-IX secolo. Manca ancora la georeferenziazione della trincea, ovverossia la sua dislocazione geografica espressa nel sistema GIS (sistema informativo territoriale) che verrà effettuata nei prossimi giorni.

"E' una scoperta molto importante per il nostro Comune, afferma il Sindaco Eleonora Viscardis, perché va ad aggiungere un nuovo tassello di storia alle informazioni rilevate e documentate in occasione delle indagini precedenti, creando così un legame temporale delle scoperte. Questo intervento assolutamente inatteso è stato possibile, mi preme dirlo, anche grazie a tutte quelle persone che, a diverso titolo,  con mezzi propri e disponibilità personale, hanno contribuito al buon esito dello scavo archeologico, consentendo di scrivere  un’altra importante pagina di storia per i nostro Comune."

Il ritrovamento fortuito delle quattro tombe costituisce sicuramente un interessante bacino di informazioni per la storia dei diversi insediamenti alto medievali nel territorio di Bertiolo. I primi dati raccolti in loco dalle antropologhe confermano la presenza di 2 individui di sesso maschile e due di sesso femminile, tutti di età adulta. Ad eccezione di uno, verosimilmente il più anziano, gli individui si caratterizzano per la dentatura pressoché completa ed in buone condizioni, con limitato livello di usura. 

Le cattive condizioni generali di conservazione degli scheletri e l’amputazione degli arti inferiori non hanno consentito valutazioni in loco della loro altezza, ma si ritiene che una delle due  donne potesse superare il metro e settanta di altezza, fatto piuttosto inusuale per l’epoca. E’ in progetto un approfondimento dello studio osteologico che  potrà fornire ulteriori dati di carattere scientifico.

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