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Al Friuli la maglia nera della sanità

Gianluca Altavilla, coordinatore NurSind Fvg (Sindacato delle Professioni Infermieristiche), commenta i risultati del ranking Crea 2017 sulle performance sanitarie delle Regioni italiane: «Nessun investimento reale, soltanto parole di ottimismo. Peccato che non realizziamo elettrodomestici, ma produciamo salute».

Mentre Toscana, Lombardia e Veneto si piazzano sul podio di chi ha ottenuto le migliori performance nazionali, il Friuli Venezia Giulia, con Abruzzo, Calabria, Molise e Puglia, ha ottenuto la maglia nera della sanità. A riferirlo la quinta edizione del ranking sui servizi sanitari regionali (Ssr) elaborato dal Crea Sanità - il think-tank dell’Università di Roma Tor Vergata per la ricerca economica sanitaria.

Gianluva Altavilla-2«A differenza di altre regioni, in questi anni non ci sono stati investimenti reali, come per esempio in informatizzazione della farmacia ospedaliera utilizzando la robotica per la preparazione dei farmaci  per i pazienti ricoverati, che porterebbe risparmio e sicurezza (progetto NurSind presentato in regione nel 2014) - osserva Altavilla -. E, se gli investimenti ci sono stati, hanno imbarcato acqua: si pensi all'odontoiatria sociale, cui possono accedere persone con un Isee inferiore ai 15 mila e quindi soltanto una minima parte della popolazione friulana. Per non parlare dell'infermiere territoriale, che in molti ambiti non è sufficiente: il caso più eclatante è quello delle Rems (ex ospedali psichiatrici giudiziari). Oltre alle aggressioni al personale, si registra un dispendio di milioni di euro che si potevano risparmiare con un'unica sede a Trieste. Invece si butterano via altri soldi, considerati gli investimenti per la nuova Rems di Maniago. Si pensi infine all’area dell’emergenza 118: troppa fretta e risultati discutibili». 

La nota più dolente, secondo Altavilla, riguarda il personale sanitario. «Abbiamo assistito a disincentivazioni regionali per rimanere a lavorare nelle nostre strutture e concorsi  per infermieri ogni due anni - rileva -. Se guardiamo al Veneto, i concorsi sono a ciclo continuo. Lo stesso vale per altre professioni (ostetriche). Forse l’assessore regionale non si rende conto che la sanità è fatta da personale sanitario: senza questo non vi può essere  salute. Le liste d’attesa si abbattono se c'è personale, non con lo straordinario del personale presente». La situazione più critica è  nell'Isontino, «dove la carenza infermieristica è a livelli di chiusura di strutture, con una direzione immobile, che non si è preoccupata di redigere un bando a tempo determinato per infermieri». 

«La sanità regionale è da riscrivere, individuando le vere priorità della popolazione - conclude Altavilla -. Non deve essere soltanto un mezzo di campagna elettorale. Le priorità sono allineamento degli standard assistenziali europei con assunzioni reali e concorsi ciclici anticipati da avvisi a tempo determinato al fine di non disperdere le risorse rappresentate dai neolaureati friulani, obbligando le direzioni aziendali a ottemperare, previa decurtazione della produttività del direttore generale.

Servono  investimenti, tra i quali robotica farmaceutica e polo unico Rems a Trieste, nonché monitoraggio dell’operato delle direzioni sanitarie»

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