Rototom Sunsplash: Filippo Giunta rinviato a giudizio a Udine

Il presidente dell'associazione culturale Rototom è stato rinviato a giudizio dal GUP del Tribunale di Udine, con l'accusa di aver consentito l'uso di sostanze stupefacenti durante il corso del festival reggae di Osoppo

Ormai nella Comunidad Valenciana da un paio di anni il Rototom Sunsplash Festival continua a far discutere. Filippo Giunta, presidente dell'associazione culturale Rototom, è stato rinviato a giudizio dal GUP del Tribunale di Udine, imputato di aver violato la fattispecie sanzionata dall'art.79 della legge Fini - Giovanardi, il cui disposto dice "chi adibisce o consente che sia adibito un locale pubblico o un circolo privato di qualsiasi specie a luogo di convegno di persone che ivi si danno all'uso di sostanze stupefacenti o psicotrope è punito, per questo solo fatto, con la reclusione da tre a dieci anni e con la multa da euro 3.000 ad euro 10.000”.

Immediata la replica di Giunta tramite un comunicato: "Non avremmo mai pensato che il teorema persecutorio nei confronti del Rototom avrebbe retto fin qui. Purtroppo invece ci tocca constatare che oggi in Italia: un'area enorme come il parco del Rivellino, che ha ospitato il festival con più di 150mila persone, può essere paragonata ad un locale pubblico e che l'avvalersi dell'assistenza di un pool di legali è una decisione presa per agevolare lo spaccio. Sono questi due, difatti, gli elementi fondanti del teorema accusatorio. Sebbene quanto accaduto oggi ci possa portare a pensare il contrario, restiamo fiduciosi nell’operato della magistratura: andremo a processo con l'animo sereno di chi ha la coscienza pulita e nella consapevolezza che riusciremo a dimostrare l'infondatezza di ogni accusa. Dove andrà a finire la produzione culturale di questo paese se ogni gestore di un grande evento pubblico come un concerto può essere indagato per l'articolo 79 della legge sulle droghe Fini - Giovanardi? Noi, per parte nostra, non solo non riteniamo di aver commesso alcun tipo di reato - e lo dimostreremo nel processo - ma siamo orgogliosi della nostra storia e delle nostre scelte: il contributo di crescita culturale ed economica dato al Friuli in questi anni non sarà cancellato dal fango che qualcuno ci vuol buttare addosso. Se per avere giustizia bisognerà lottare ancora, noi siamo pronti. Siamo nel giusto, e vinceremo. Auspichiamo che la giustizia alla fine di tutto ci dia la giusta ragione. Ringraziamo chi fino ad oggi ci è stato vicino e chi, ancor più in questo momento, ci sta offrendo appoggio e solidarietà."

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