Rivolta civica udinese contro gli affitti nel centro storico

Il civismo udinese raccolto nel nuovo partito euroregionalista friulano “Europa Aquileiensis” indica non poche delle proprietà del nucleo urbano come responsabili della decadenza della città oltreché dell'avvento di attività forestiere e straniere. Il coordinatore prof. Travain si appella al futuro Sindaco e a un presidio popolare.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

“Chi controlla effettivamente il Centro Storico di Udine ossia i suoi immobili i cui affitti esorbitanti, non certamente a scopi di legittima resistenza territoriale dell'elemento autoctono contro iniziative forestiere, sono causa non ultima della chiusura o mancata apertura di tante attività? Altro che dare la colpa a Honsell, come facilmente s'è fatto, appellandosi a bietoloni pronti a fare propria ogni stupidaggine! Chi sono i padroni del Centro di Udine? Sono cittadini udinesi DOC, con un nome, un cognome e una storia, oppure società con denominazioni non più trasparenti della loro stessa composizione, realtà 'avulse', 'foreste', senza identità e patria, senza legame sentimentale con il territorio? I negozi chiudono oppure non aprono, quindi, anche per scelta degli affaristi diciamo 'esotici' che fanno il bello e il cattivo tempo nel Centro Storico della cosiddetta 'Capitale del Friuli'! Solamente un futuro sindaco pronto con ogni mezzo a dare battaglia su questi temi, a sensibilizzare e a mobilitare la cittadinanza nonché a promuovere e rivendicare debite riforme normative atte a recuperare alla comunità 'sovranità' territoriale locale, avrà l'entusiastico e generoso appoggio di 'Europa Aquileiensis' e del più battagliero civismo udinese. Gli udinesi come comunità non sono padroni del loro Centro Storico. Con buona pace dei diritti privati di proprietà riconosciuti dalla Repubblica che oggi governa il territorio friulano, non potrà ammettersi a lungo che gli stessi possano essere usati a detrimento non del capriccio ma dell'interesse comune udinese!”. Una dura nota del coordinatore del neonato partito euroregionalista friulano “Europa Aquileiensis”, prof. Alberto Travain, richiama i candidati alla carica di sindaco del capoluogo storico friulano a dare battaglia su un problema gravissimo che riguarda, ma certo non soltanto, il Centro Storico di Udine. “Nel Medioevo si rispolverò l'antica sentenza romana secondo la quale ciò che riguarda tutti deve essere approvato da tutti: 'quod omnes tangit, ab omnibus comprobetur'. La destinazione del Centro Storico di Udine riguarda gli udinesi nel loro complesso, non soltanto i proprietari più o meno 'trasparenti' degli stabili del nucleo urbano! Bisognerà trovare una soluzione, che non è certo ciò che s'è fatto sinora! Non poche tra le proprietà del Centro cittadino sono responsabili della decadenza della città oltreché dell'avvento di attività forestiere e straniere a detrimento della tradizione locale!”.

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