Cronaca

«Rivogliamo l'aeroporto Savorgnan di Brazzà!»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

È sotto il governo regionale Serracchiani che l'aeroporto regionale di Ronchi dei Legionari si è visto sottrarre l'intitolazione a Pietro Savorgnan di Brazzà, l'esploratore gentiluomo di origini friulane che tra Otto e Novecento s'interpose tra le popolazioni africane e il più selvaggio colonialismo europeo, intitolazione del 2007 rimpiazzata nel 2016 dal nome della città di Trieste. “Una vera 'triestinata', incapace di andare oltre un campanilismo municipale goffamente travestito in abiti cosmopoliti” ha detto l'udinese prof. Alberto Travain, presidente del Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico “Fogolâr Civic” e del Circolo Universitario Friulano “Academie dal Friûl”, nel suo intervento in lingua friulana dal titolo “'Orarà par di Braçà!': un furlan cuintri de sclavitût d'Afriche (“Urrà per di Brazzà!”: un friulano contro la schiavitù d'Africa) nella cornice degli incontri pubblici organizzati per lunedì 26 marzo 2018 dal Club per l'Unesco di Udine, retto dalla prof.ssa Renata Capria D'Aronco, in riferimento alla Giornata Internazionale in Ricordo delle Vittime della Schiavitù (25.III). “Ciò che fa specie è senz'altro il fatto che dall'entroterra friulano, tra le file della maggioranza e ancor più tra quelle delle opposizioni, non vi sia stata affatto un'incalzante mobilitazione – voce isolata, ad onor del vero, quella del presidente provinciale udinese on. Fontanini? – di fronte ad un colpo di spugna che attesta innanzitutto la statura di chi l'ha compiuto, di chi l'ha permesso, di l'ha avallato. D'altronde, che dire di una Trieste, capoluogo del Friuli Venezia Giulia, il cui sindaco ha dato il pessimo esempio di far rimuovere dal balcone del palazzo municipale lo striscione rivendicativo di verità sul massacro in Egitto del corregionale Giulio Regeni?”. Nel suo intervento, richiamante nel titolo i versi di un canto studentesco congolese dedicato a Pietro Savorgnan di Brazzà, il prof. Travain ha rilanciato l'intento di mobilitare la cittadinanza a favore di un ripristino efficace dell'intitolazione dell'aeroporto regionale all'esploratore friulano che in pratica diede la vita per promuovere il rispetto delle genti africane da parte del colonialismo europeo. “Il cosiddetto Aeroporto di Trieste reintegri il nome del friulano cosmopolita Savorgnan di Brazzà! Nome troppo lungo, si disse. E che significa? Anche 'Repubblica Italiana' è nome troppo lungo e forse meno spendibile rispetto a quello di 'Roma'! E, allora, che vogliamo fare? Dovremmo essere orgogliosi, e oggi ancor di più, di poter contare tra i nostri un pioniere cosmopolita del rispetto dei popoli autoctoni! Altro che 'Aeroporto di Trieste'!”.

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