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Cronaca

Torna Mataran e la satira targata Friuli

Verrà presentato giovedì 26 aprile alle 19 all’Antica Osteria Da Pozzo, in piazzale Cella, il nuovo Mataran. Nuovo formato e nuovi autori per uno sguardo graffiante sulla regione e non solo

Il collettivo di autori che qualche anno fa sfornava mensilmente un inserto mensile su Il Friuli, torna questa volta in collaborazione con TMS, editore dei free press PordenoneInTasca e UdineInTasca, cambiando formato e foliazione: diventa un tascabile distribuito gratuitamente, coni 32 pagine a colori e fitte di fumetti, racconti e approfondimenti tutti da ridere.

Torna Mataran e la satira targata Friuli

Coordinata da David Benvenuto, già membro dei Cjastrons e produttore della serie tv Friul Revolution, e Marco Tonus, disegnatore satirico pordenonese, la redazione di Mataran affronta nel nuovo numero i temi più disparati: dalle immimenti elezioni - con una rubrica dove i candidati diventano album musicali - all’esclusiva intervista al fantasma di Rommel - che vaga per il municipio di Pordenone - fino ai fumetti dell'infestante Nutriolino e di Carnera-Ken il guerriero, alle prese con le grigliate primaverili. E ancora racconti, come quello scritto da Simone Marcuzzi, già romanziere per Mondadori e Fandango Libri, ambientato in un’azienda di Buttrio o quello del misterioso Rud Inacio che narra di un incidente sul lavoro scritto col cinismo di chi conosce le fabbriche. Sfogliando questo numero, a sorpresa ci si imbatte nel supplemento centrale a tema erotico intitolato Mandingo: quattro pagine “spinte” per gioco, che si aprono con un tiramisù (finalmente friulano doc) che sbuca da una banana sbucciata: «L’inserto è volutamente pecoreccio ma nasconde vari joke nello stile della rivista». Confermata tutta la squadra di autori del vecchio Mataran, a cui si aggiungono nuove matite come quella di Irene Coletto, fumettista sacilese, e Carin Marzaro, illustratrice di Bertiolo. «Mataran non è la sagra della salsiccia: alla faccia di misogini e razzisti abbiamo tra i collaboratori sia donne che triestini».

E i triestini non mancano, presi di mira in un giallo che si svolge nel cuore della notte, ovvero dopocena. Infine, l’omaggio a Luciano Lunazzi, pittore hippy mestri di vite e grande sostenitore di Mataran, che lo ricorda  alla sua maniera: con un sorriso.

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