Cronaca

Completate le analisi: i pazienti della Petrillo risultano non vaccinati

Arrivati i dati definitivi dei primi prelievi effettuati dall'Aas 3. Su 21 casi vaccinati certamente dalla Petrillo, 21 non coperture al morbillo. Le percentuali dei dati raccolti dai 203 prelievi analizzati parlano di non coperture che vanno dal 76% (antiepatite B) al 46% (antimorbillo)

Nella giornata di ieri sono state completate le analisi sui 203 campioni di sangue prelevati nell’ultima settimana di aprile. E i dati dei 203 casi (scelti per il test poichè avevano fatto le loro vaccinazioni nei giorni in cui l’assistente sanitaria era presente nella seduta vaccinale) confermano un problema di mancata copertura vaccinale nei bambini vaccinati a Codroipo nei giorni in cui era presente l’assistente sanitara Emanuela Petrillo.

Per le vaccinazioni che vengono eseguite a partire dal terzo mese di vita (esavalente: difterite, tetano, pertosse, emofilo, epatite B, poliomielite) è stato scelto dalla task force come esame “tracciante” il dosaggio degli anticorpi antiepatite B. E’ risultato che tre quarti di questi bambini non avevano un titolo protettivo per gli anticorpi per l’epatite. E ad una decina di casi risultati negativi per l’epatite è stato eseguito, per ulteriore controllo, anche il test per gli anticorpi antitetano: in tutti questi casi anche gli anticorpi antitetano sono risultati assenti.

Per le vaccinazioni che vengono eseguite a partire dall’anno di vita (MMRV: morbillo, parotite e rosolia, con o senza varicella) è stato scelto dalla task force come esame “tracciante” il dosaggio degli anticorpi antimorbillo. In questo caso è stato possibile distinguere 21 casi che erano stati vaccinati certamente da PE, rispetto a 180 casi dei quali non è possibile definire con certezza se erano sati vaccinati da PE o da un’altra collega. Tutti i 21 casi vaccinati certamente dalla Petrillo sono risultati negativi, mentre metà (per la precisione:  il 52%) degli altri casi sono risultati positivi.  2 casi che avevano effettuato la vaccinazione con altri professionisti sono risultati entrambi positivi. Anche in questo caso, è stato effettuato un altro test di controllo (anticorpi antirosolia) che ha confermato statisticamente il risultato ottenuto con gli anticorpi antimorbillo. 

DATI-4

FAQ

Ma i bambini che sono risultati positivi agli esami, non potrebbero fare a meno di rivaccinarsi?   
No, perché se un bambino è stato vaccinato in giorni in cui PE era presente, anche se risulta positivo agli esami non possiamo sapere se la sua protezione è completa e durerà per tutta la vita (o per il tempo previsto per ciascuna vaccinazione).   A questo punto, fare gli esami significa sprecare tempo, fare una manovra invasiva sui bambini (fare un prelievo endovena su un bambino è senz’altro più disagevole per lui che non fare una iniezione), e non concludere niente.   Poiché rivaccinare non comporta problemi di salute, anche nel caso che il bambino sia già stato vaccinato, è senza dubbio opportuno rivaccinare.  Per questo stiamo richiamando tutti i bambini che hanno effettuato le vaccinazioni in giorni in cui PE era presente. Sono esclusi invece, naturalmente, i bambini che hanno effettuato le loro vaccinazioni in giorni in cui PE era assente. 
Quindi non farete altri prelievi?
Qualcuno sì, non per esigenze sanitarie ma per esigenze di giustizia; stiamo infatti collaborando con la Magistratura, che ha bisogno di effettuare altri prelievi che possano avere valore di prova legale.    Stiamo completando i nuovi protocolli, che poi sottoporremo alla Magistratura perché decida cosa è necessario fare.   Confidiamo che ci sia una ampia disponibilità delle famiglie a cui trasmetteremo la richiesta della Magistratura, in modo da fare luce davvero completa su questa brutta vicenda. 
 

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