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Firmata la risoluzione congiunta per un’istruzione plurilingue nell'Alto Friuli

Sottoscritto un documento condiviso fra associazioni e Comuni della Valcanale per richiamare l'attenzione delle autorità competenti sulla richiesta d'istruzione nelle lingue locali: italiano, sloveno e tedesco

È stata presentata stamattina al Palazzo Veneziano di Malborghetto la «Risoluzione congiunta sulla richiesta d'istruzione plurilingue». Il nuovo documento ribadisce unitariamente la richiesta d’istruzione trilingue in Valcanale e richiama l’attenzione sul crescente desiderio d’istruzione plurilingue in diverse zone della provincia di Udine. A sottoscriverlo oggi al Palazzo Veneziano sono stati la presidente dell’associazione slovena Don Mario Cernet, Anna Wedam, il presidente dell’associazione della minoranza di lingua tedesca Kanaltaler Kulturverein, Alfredo Sandrini, il vicepresidente del centro sloveno Planika, Rodolfo Bartaloth, il presidente dell’Associazione slovena Don Eugenio Blanchini, Giorgio Banchig, e i sindaci di Malborghetto-Valbruna, Boris Preschern, e Tarvisio, Renato Carlantoni. Alla firma del documento, avvenuta alla presenza degli assessori alla cultura e all’istruzione Alberto Busettini per Malborghetto e Nadia Campana per Tarvisio, Carlantoni ha mostrato cauto ottimismo: «Sigliamo il documento in maniera entusiastica e convinta». Mostrandosi determinato a conseguire a breve termine l’obiettivo di una scuola plurilingue per il suo comune, anche elaborando autonomamente un progetto da proporre, Preschern è stato chiaro: «Vogliamo avere risultati».

Il documento, nato a seguito del convegno su «La richiesta d’istruzione bi- e trilingue in provincia di Udine», organizzato a novembre 2016 dalle associazioni slovene Don Mario Cernet e Don Eugenio Blanchini, parte dalla constatazione che la ricchezza delle lingue madri debba essere parte integrante dei programmi scolastici nei territori abitati da minoranze linguistiche, in sinergia con l’uso di queste stesse lingue in pubblico. Richiamando le leggi statali di tutela delle minoranze linguistiche (482/99) e della minoranza linguistica slovena (38/01), nonché la legge regionale di tutela delle minoranze di lingua tedesca (20/09), la risoluzione prende atto della crescente richiesta d'istruzione plurilingue in Valcanale e in provincia di Udine. In senso trilingue, tale richiesta è stata espressa più volte negli anni in Valcanale, con molte iniziative di sensibilizzazione delle autorità preposte, alcune ricordate anche durante la presentazione di oggi. Altrove, da Lusevera e Taipana fino a Prepotto e Udine, emerge la richiesta d'istruzione in italiano e sloveno, con finora timidi risultati.

Il nuovo documento non trascura nemmeno la minoranza linguistica friulana, auspicando anche da parte sua una presa di posizione rispetto ai propri diritti in ambito scolastico. Alle leggi di tutela aggiunge anche la legge 107/15 sulla riforma del sistema  nazionale di istruzione e formazione nel chiedere, per ogni ordine e grado, modelli scolastici trilingui (italiano-sloveno-tedesco) a Tarvisio e Malborghetto-Valbruna e scuole bilingui italiano-sloveno nei comuni della provincia di Udine in cui ne emerga la richiesta. Se per le scuole bilingui italiano-sloveno viene suggerito di guardare al modello della bilingue di San Pietro al Natisone, per la Valcanale viene proposto di prendere possibile ispirazione dal modello trilingue usato per i ladini della Val di Fassa. I modelli citati devono essere, ovviamente, adeguati alle peculiarità dei territori.
Renato Carlantoni, Boris Preschern, Alberto Busettini-2

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