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Rischi di terrorismo islamico, Riccardi chiede sicurezza alla Serracchiani

Dopo l'attentato di Parigi, il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale auspica che la Regione attui tutte le normative disponibili per rendere sicuro il territorio

Alla luce dei gravissimi fatti accaduti a Parigi, il Gruppo di Forza Italia in Consiglio regionale ha presentato una mozione in cui si chiede alla
presidente Serracchiani di attivarsi affinché in Friuli Venezia Giulia, regione di confine e soggetta a transito e accoglienza di extracomunitari di non sempre di facile identificazione, siano attuate tutte le misure di prevenzione e sicurezza finalizzate all'individuazione di eventuali soggetti affilati alle
organizzazioni che fanno capo all'integralismo islamico.

"Non possiamo certo sentirci estranei a quello che sta accadendo in Francia - ha dichiarato il capogruppo di Forza Italia Riccardo Riccardi - e al fatto che anche l'Italia è a rischio, in quanto stato democratico che difende la libertà di espressione, compresa la satira, anche quando essa è provocatoria e dissacrante. In questo senso il flusso e la permanenza nella nostra regione, specialmente in questi ultimi mesi, di profughi provenienti in parte proprio da quei focolai di guerra in cui l'integralismo islamico ha fatto un significativo numero di proseliti, è un fatto che non può essere trascurato e che deve rendere ancora più meticolosi e severi i controlli".

"Allo stesso modo - chiede Riccardi alla presidente Serracchiani - auspichiamo un cambio di marcia dell'Amministrazione regionale nei confronti dell'approccio culturale nei confronti di chi viene da altri Paesi e vive nel nostro territorio: un approccio che deve essere quello del rispetto primariamente dei nostri valori e della nostre leggi, senza cedimenti di sudditanza o di ingenuo buonismo, che magari mettono in discussione i simboli della nostra storia e della nostra tradizione. Lo stesso rispetto che tanti nostri corregionali, emigrati all'estero in passato, hanno dimostrato nei confronti dei Paesi che li hanno accolti e di cui sono divenuti cittadini, vedendo poi riconosciuti i loro diritti. Un atteggiamento che - conclude Riccardi - non mi pare venga sempre replicato oggi da chi arriva e viene ospitato nella nostra regione, generando in questo modo tensioni che rischiano di minare la coesione sociale".
 

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