Cronaca Torviscosa

Torviscosa: il patrimonio architettonico storico a rischio demolizione

A porre l'attenzione sul caso il consigliere comunale Mareno Settimo

Una richiesta precisa alle autorità di attivarsi, "per quanto di propria competenza, al fine di verificare la legittimità della deliberazione approvata dal Consiglio Comunale in data 30 luglio 2021 e di annullare le parti relative al recepimento delle osservazioni presentate dalla Spin SpA in data 22 luglio 2021". È quanto chiede il consigliere comunale di Torviscosa, Mareno Settimo, rispetto la variante al Piano regolatore che consente, "qualora il documentato stato di degrado degli immobili sia tale da compromettere la sicurezza statica e la loro conservazione”, la possibilità di poter demolire e ricostruire tutti gli immobili inclusi nell’area posta sotto tutela paesaggistica.

"Mentre il Ministero della Cultura e la Soprintendenza del FVG stanno finalmente iniziando il percorso finale per sottoporre a tutela le strutture edilizie e urbanistiche della città-fabbrica di Torviscosa, l’Amministrazione Comunale ha approvato una variante al Piano Regolatore che consente di poter demolire e ricostruire tutti gli immobili inclusi nell’area posta sotto tutela paesaggistica, in pratica buona parte dell’area industriale e tutto il centro storico di Torviscosa".

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Il consigliere comunale Settimo è preoccupato per il futuro del patrimonio edilizio di questo paese che, secondo lui "non è fatiscente e l’unico edificio pericolante è quello dell’ex mensa". Rispetto a quest'ultimo, "la Soprintendenza non ha voluto sentire ragioni e non ha mai consentito il suo abbattimento". Con l’approvazione di questa variante, a quanto riferisce Settimo, possono esseri abbattuti e ricostruiti il villaggio operaio, gli edifici della piazza metafisica, il teatro, il dopolavoro e così via. Per gli edifici industriali le cose sembrerebbero andare anche peggio: "oltre alla possibilità di abbattere le strutture costruite tra il 1938 e il 1940, per ragioni di carattere tecnologico viene data la possibilità agli industriali di ricostruire gli edifici aumentando la loro altezza fino al 20% della dimensione originaria".

Le perplessità

"È vero che in particolari situazioni di degrado il Codice per la tutela dei Beni Culturali consente la demolizione e la ricostruzione degli edifici tutelati, ma non si è mai visto che un bene tutelato possa essere modificato nelle sue forme essenziali, ovvero altezza, larghezza, sagoma e volume".

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La richiesta

"In Consiglio Comunale ho chiesto spiegazioni sulle ragioni di queste scelte urbanistiche. La risposta è stata disarmante: “la variante è stata fatta sulla base di una specifica richiesta” di una delle industrie insediate in loco. Ho pertanto chiesto alle autorità competenti (Nucleo Tutela Beni Culturali, Ministro della Cultura, Soprintendenza FVG e Regione FVG) di provvedere all’annullamento della deliberazione comunale".

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