Cronaca

Il nuovo parco del Torre: al via un incredibile progetto di riqualificazione

Un progetto ambientale e urbanistico che rivoluziona l'area del Comprensorio Ifim a San Gottardo, per ripristinare la natura e mantenere l'identità storica del luogo, prendendo ispirazione dalle grandi opere di riqualificazione industriale della Ruhr tedesca

Il rendering del progetto, come apparirà il nuovo parco del Torre

Una svolta ambientale e urbanistica, in grado di cambiare il volto alla parte est della città. È questa l'ambizione dietro al grande progetto di riqualificazione del Comprensorio Ifim, all'interno del Parco del Torre, in Comune di Udine nel quartiere di San Gottardo: un ambizioso progetto che dovrebbe restituire alla città un'area che rappresenterà la nuova porta di ingresso al parco

Il progetto

L’intero progetto, ideato per tappe, prevede la riqualificazione del comprensorio di proprietà Ifim a San Gottardo (circa 40 ettari di terreno in un'area interna al parco del Torre, attualmente percepito esclusivamente come un insieme di norme e vincoli, piuttosto che come un luogo concreto accessibile), a partire dalla costituzione di un impianto fotovoltaico. Al termine di tutte le fasi progettuali, ciò che ne emergerà sarà una grande area privata resa fruibile al pubblico attraverso un'operazione di archeologia industriale in grado di far riemergere la naturalità del posto pur mantenendo viva l'identità industriale che nel tempo ha acquisito grazie alla presenza della Ifim.

L'area

L'area di proprietà Midolini, che si estende per 40 ettari e dove sorge il Comprensiorio Ifim, comprende diverse zone: l'aera dell'ex cava per l'estrazione di inerti, la discarica di rifiuti non pericolosi e l’area degli uffici e degli impianti dismessi di lavorazione degli inerti

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Il parco

Concettualmente, il progetto prende ispirazione da alcuni grandi parchi nati su zone industriali degradate. Uno di questi, ad esempio, è il grande parco postindustriale di Torino, il Parco Dora, dove fino agli anni Novanta sorgevano i primi stabilimenti Fiat e Michelin. Un'altra fonte di ispirazione per la stesura del progetto preliminare, che porta la firma dell'ing. Enrico Dazzan (Studio Archimeccanica) e di Patrizio Rigo dello studio Rigo di Godia, è il parco del Portello o Parco Industria Alfa Romeo a Milano, un'area verde che sorge nel quartiere residenziale Portello, sull'area dismessa dagli stabilimenti dell'Alfa Romeo negli anni ottanta. L'ambizione dei progettisti è quella di ricreare, con le dovute proporzioni, la restituzione ambientale messa in atto nella zona industriale tedesca, dove il bacino della Ruhr è stato oggetto di un imponente progetto di riqualificazione che ha interessato centinaia di ettari di terreno lungo il fiume Emscher. «L'intento - spiega l'ingegner Dazzan - è riqualificare un'area degradata, come viene definita dal piano regolatore, facendo riemergere la naturalità del luogo e attribuendo un nuovo sistema di valori all'area senza negarne la storia: da una parte ci sono il fiume, l'area di golena, una fauna che deve essere preservata e tutelata, dall'altra c'è un'industria molto importante, presente con il suo lavoro e con le sue architetture, la cui identità costruita nel tempo deve essere mantenuta viva».

Le fasi progettuali

La prima fase del progetto prevede la rimozione dell’eternit attualmente presente sulle coperture dei fabbricati esistenti entro l’area; seguirà quindi, indicativamente entro l’anno, l’apertura all’interno del comprensorio di due aree verdi attrezzate, una a nord e una a sud, che segneranno di fatto i due accessi all’area e nelle quali verranno installate le opere realizzate con materiale riciclato da dieci artisti di strada del nostro territorio, in memoria di Lino Midolini, mecenate ed esperto d’arte soprattutto friulana. Si proseguirà quindi con l’installazione dell’impianto fotovoltaico sul corpo della ex discarica di RSU e con l’installazione di colonnine per la ricarica delle biciclette elettriche. 
La prima fase, però, è quella di attesa per l'ottenimento dalla Conferenza dei Servizi dell’autorizzazione definitiva prevista dalla legge sulle energie rinnovabili dell’impianto fotovoltaico progettato sulla superficie della ex discarica di San Gottardo, chiusa nel 2014 ed attualmente in fase di post-gestione per 30 anni.

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