Nuove scoperte archeologiche nel pieno centro di Cividale del Friuli

Uno scavo di archeologia preventiva avviato lunedì scorso nel pieno centro della città Ducale ha portato alla luce un edificio di età bassomedievale-rinascimentale e resti pavimentali in cocciopesto riconducibili all'età tardoromana

Un edificio di età bassomedievale-rinascimentale e resti pavimentali in cocciopesto riconducibili all’età tardoromana: sono questi i primi importanti rinvenimenti di uno scavo di archeologia preventiva, diretto dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio del FVG e avviato lunedì scorso, in pieno centro a Cividale del Friuli, in relazione a lavori di sistemazione delle piazze Garibaldi e San Giovanni in Xenodochio.  

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Le indagini,  svolte in coordinamento con il Comune di Cividale committente delle opere di riqualificazione, si sono al momento concentrate nel settore nord-occidentale di Piazza Garibaldi, portando alla luce parte di un edificio di età bassomedievale-rinascimentale, del quale si intravede una soglia di accesso, evidenziato da possenti murature in blocchi di pietra. L'edificio rielabora in modo evidente una serie di strutture più antiche e dunque è riconducibile ad un orizzonte cronologico sicuramente complesso che vede il XV-XVI secolo come data del suo ultimo utilizzo, come attesta la ceramica recuperata nei livelli di distruzione che coprono queste strutture, probabilmente demolite in seguito alla creazione della piazza concepita come uno spazio aperto solo in epoca post rinascimentale.
 
Ma i rinvenimenti non si limitano solo a questo edificio. Resti pavimentali in cocciopesto, che si intravedono sotto le strutture, a circa 2 metri dal piano di calpestio della piazza attuale, riportano, infatti, all'articolata stratificazione della città. Si tratta di piani d'uso verosimilmente pertinenti all'età tardoromana che rimandano direttamente all'esistenza di un edificio di pregio, analogamente a quanto riscontrato nella vicina Piazza Paolo Diacono, interessata da un grande edificio che doveva dunque espandersi con vani annessi e pertinenze, oltre i limiti della piazza attuale. Nei prossimi giorni le indagini proseguiranno nella parte restante dell’area e nell’adiacente piazza di San Giovanni.
 
Le verifiche archeologiche sono un passo oramai obbligato in una città ricca di storia e di archeologia come Cividale, città romana, sede del primo Ducato longobardo d'Italia e cuore del successivo potere patriarcale. Esse, pertanto, saranno orientate, afferma Angela Borzacconi, funzionario archeologo della Soprintendenza e Direttore scientifico dello scavo, su interventi di indagine archeologica il più possibile areali, fatte salve le esigenze legate alla logistica e alla presenza di infrastrutture.
 

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