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Fontanini e Fedriga durante l'incontro odierno

Fontanini e Fedriga durante l'incontro odierno

Fontanini ufficializza il rimpasto di giunta e l'opposizione insorge

Al tavolo con il sindaco di Udine si è seduto anche il governatore della Regione Massimiliano Fedriga, per ridistribuire le sedie del consiglio comunale

Finalmente è stata ufficializzata la volontà del sindaco di Udine di procedere al rimpasto di giunta. Oggi pomeriggio, a Udine, si sono riuniti i responsabili dei partiti che sorreggono l’attuale Giunta Comunale, alla presenza del governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga.

"Le forze politiche hanno concordato di intensificare ancora di più l’azione congiunta della maggioranza", fa sapere il sindaco Fontanini, e "si è quindi deciso per la definizione di un nuovo assetto dell’attuale Giunta attraverso una redistribuzione di alcune deleghe e la sostituzione di due assessori. L’ufficialità verrà comunicata la prossima settimana alla vigilia della convocazione della prossima seduta che si terrà martedì 26 novembre"

"I partecipanti all’incontro - continua il primo cittadino - hanno inoltre sottolineato il fatto che governare Udine dopo un ventennio di sinistra è un’azione non sempre facile e che la compattezza della maggioranza di centrodestra è un passaggio imprescindibile affinché si possano mantenere gli impegni presi con i cittadini di quella che deve tornare ad essere la Capitale del Friuli"

A non prendere bene l'incontro e la conseguente decisione è stata l'opposizione. Da una parte il capogruppo di Prima Udine, Enrico Bertossi:

Oggi, come nel 2003, sono arrivati i visitors a commissariare la città di Udine e il suo sindaco.
Fontanini, come Alessandra Guerra allora, ha avuto bisogno dei capi partito venuti da fuori per puntellare la sua traballante poltrona e dare seguito al rimpasto di cui si parla da mesi.
Il sindaco voluto da Massimo Blasoni tra pochi giorni ratificherà, con la complicità dei partiti regionali del centrodestra, una giunta che, per la prima volta nella storia, avrà ben sei componenti su undici (lui compreso) residenti fuori città.
Nel vertice con i visitors non si è parlato di nessun problema concreto di Udine, del suo ruolo e dell’ attenzione che la Regione dovrebbe avere nei suoi confronti, di larghe fasce di popolazione in rivolta per i pasticci sul porta a porta, sul tempio crematorio, sul doposcuola, su via Aquileia e via Mercatovecchio, sugli Europei U21 di calcio e su una macchina amministrativa che non funziona più. 
Nulla di nulla: i visitors con il sindaco hanno parlato solo ed esclusivamente di poltrone.  Di problemi veri se ne riparlerà alle prossime elezioni che speriamo arrivino prima possibile.

A criticare l'operato della maggioranza, anche il capogruppo del Partito Dmocratico in consiglio comunale, Alessandro Venanzi.

Un sindaco dovrebbe parlare con il presidente della Regione sulle priorità della città e del territorio. Invece Fontanini chiede aiuto ai big regionali per spartire poltrone e tenere in piedi una maggioranza rassegnata e senza idee, che dimostra quotidianamente di navigare a vista. Fontanini si è arreso e ha chiamato i soccorsi da fuori per mettere ordine nell'amministrazione di casa nostra. Il sindaco e la sua maggioranza sono sempre più lontani dai cittadini e dai loro problemi. Puntano alla mera sopravvivenza politica, senza l'ambizione di lasciare un segno positivo, senza l'orgoglio di esercitare il ruolo di un capoluogo. Udine era chiamata ad affrontare le sfide del futuro e la Lega vuole farne un borgo chiuso e sottomesso: un triste spettacolo che non deve avere repliche

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