Il Prefetto rifiuta la commissione sui migranti: "dati della stampa già esaustivi"

Alcuni consiglieri di opposizione avevano presentato richiesta di convocazione della "Commissione politiche sociali e diritti di cittadinanza" per discutere della situazione dell'ex Cavarzerani, ma il Prefetto ha rifiutato e la commissione non si farà

La questione della gestione sanitaria delle persone migranti è scottante: alle manifestazioni di Lega e Pd della scorsa settimana, si è aggiunto ieri il presidio delle associazioni che hanno chiesto davanti alla Prefettura trattamenti umani e rispetto per gli ospiti della Cavarzerani. A cercare di chiarire, nei limiti del possibile, la situazione sono stati anche alcuni consiglieri comunali di opposizione (Sara Rosso, Simona Liguori, Domenico Liano, Riccardo Rizza ed Eleonora Meloni), chiedendo la convocazione di una commissione "Politiche sociali e diritti di cittadinanza". La risposta del Prefetto, però, è stata negativa: la commissione non è utile. 

risposta commissione-2

La reazione

Al no del Prefetto, arrivato tramite il presidente della Commissione consiliare Marco Valentini, ha reagito il consigliere del M5S Domenico Liano con un post piccato su Facebook.

La situazione è molto confusa. Il sindaco dopo avere promesso e attuatuato la chiusura di Aura ( soluzione che di fatto ha evidenziato maggiormente i problemi a causa del covid) non ha saputo migliorare neppure nel numero di presenze (la rotta balcanica ahimé non è una novità del 2020) in città di richiedenti asilo, tutti raggruppati (come da lui voluto) in una ex-caserma abbandonata che a detta dell'attuale amministrazione dovrebbe essere chiusa e riqualificata con progetto approvato entro il 2025. Abbiamo chiesto una commissione per chiarire alcuni di questi punti (argomenti e temi inerenti alla commissione politiche sociali) e chiesto di approfondire le posizioni di tutte le forze politiche nelle sedi istituzionali. La motivazione della mancata convocazione giustificherebbe l'uso dei giornali (a detta del presidente e di Sua Eccellenza il Sig. Prefetto) per fare politica sul territorio. Molte volte il presidente stesso ha fatto osservazioni anche pesanti sull'uso che (alcuni politici locali) fanno dei giornali. Almeno su questo un po di coerenza non guasterebbe. Siamo alle solite. "Paura" di affrontare i temi scottanti di una estate rovente? 

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Il Pd invia una diffida

"In tema di migranti, la destra preferisce fare come le tre scimmiette: non vedo, non sento non parlo. Altrimenti non si spiega il repentino cambio di opinione del Presidente della terza commissione Politiche sociali Marco Valentini, che preferisce non sapere e non far sapere qual'è la reale situazione migranti in città". Lo affermano le consigliere comunali Pd Eleonora Meloni e Sara Rosso, dopo che Marco Valentini, presidente della terza commissione del Consiglio comunale di Udine, ha opposto un diniego alla richiesta dalle opposizioni di convocare la ai sensi dell'art. 18 comma 5 del Regolamento consiliare. 
 "Il dato più evidente è che - spiega Meloni - la maggioranza tutta si trova in grande imbarazzo:  Fontanini ha cercato in ogni modo di non far emergere l'assenza di un protocollo migranti alla luce dell'emergenza Covid19 e ora cerca di zittirci perché non vuole che venga alla luce la sua incapacità di gestione. E spiace che il Dg Braganti abbia dovuto rievocare un protocollo del 2016, cioè di un altro mondo senza Covid, per giustificare l'assenza di un protocollo aggiornato. Non gli imputiamo colpe, perché in questi casi l'input deve venire dalla politica". 
 "Non possiamo più accettare questi comportamenti e dunque - rende noto Sara Rosso - abbiamo appena inviato una diffida al presidente Valentini. E siamo pronte anche a chiedere di sfiduciare il presidente della terza Commissione, poiché è venuto meno il suo ruolo di garante: sono stati diversi i casi di ingerenze della maggioranza, sia nel corso delle sedute della commissione, sia per le modalità arbitrarie di convocazione. Aver comunicato a mezzo stampa il diniego alla convocazione della commissione è l'ultima goccia di sprezzo istituzionale".

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